Aforismi

Frasi di Nietzsche: 165 pensieri del filosofo padre del concetto di Superuomo

Friedrich Nietzsche ha sconquassato i precetti della filosofia di inizio ‘900. I suoi aforismi sulla religione, sull’amore e sul Superuomo spiazzano anche ai giorni nostri. Ecco le frasi di Nietzsche più esemplari da leggere e condividere.

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Frasi di Nietzsche: il filosofo che celebra la vita al massimo

Vivere la vita al massimo cogliendo ogni opportunità, agendo d’impulso ma con passione. Sembra quasi una canzone del nostrano cantautore Vasco Rossi ma in realtà si tratta di alcuni dei precetti della filosofia di Friedrich Nietzsche, filosofo tedesco vissuto alla fine dell’Ottocento. Le frasi di Nietzsche sono potenti, soprattutto quelle che riguardano la religione. I suoi testi più popolari infatti sono Così parlò Zarathustra e L’Anticristo, scritti che ancora al giorno d’oggi, dopo praticamente 1000 anni dalla morte dell’autore, suscitano scalpore. Vediamo gli aforismi di Nietzsche che più hanno caratterizzato la poetica del filosofo.

Citazioni di Nietzsche: un percorso che va dall’amore, alla religione, al concetto di Superuomo

Le frasi celebri di Nietzsche sono le più discusse e controverse. La concezione dell’amore riguarda una considerazione della vita da vivere a pieno, contrariamente alla tradizione e alle imposizioni. Le citazioni sull’essere umano e sull’uomo di Nietzsche trattano di un personaggio che deve essere forte, coraggioso, impetuoso, non soltanto come nei romanzi dell’epoca. La visione della religione e del concetto di Dio ha da sempre scosso le riflessioni dei credenti più ferventi. Nonostante questo, viene da sempre considerato uno tra i massimi filosofi di ogni tempo. Ecco alcune delle frasi filosofiche di Nietzsche e frasi di Nietzsche sull’amore.

Sono troppo curioso, troppo problematico, troppo tracotante, perché possa piacermi una risposta grossolana. Dio è una risposta grossolana, una indelicatezza verso noi pensatori.

E come potrei sopportare di essere uomo se l’uomo non fosse anche poeta e solutore di enigmi e redentore della casualità.

Così mi disse una volta il diavolo: “Anche Dio ha il suo inferno: è il suo amore per gli uomini.

L’uomo è l’animale più crudele. Mai egli si è sentito così bene sulla terra come assistendo a tragedie, a corride e a crocifissioni. E quando si è inventato l’inferno, ecco che esso è diventato il suo paradiso in terra.

Se non ci può essere amore tra gli uomini che ci sia almeno amore tra gli uomini e Dio.

Tutto ciò che è fatto per amore è sempre al di là del bene e del male.

Avete mai detto sì a un piacere? Allora, amici miei, avete detto sì anche a tutta la sofferenza. Tutte le cose sono concatenate, intrecciate, innamorate.

C’è sempre un grano di pazzia nell’amore, così come c’è sempre un grano di logica nella pazzia.

Soffrire di solitudine è un’obiezione, io ho sempre sofferto soltanto di moltitudine.

Dietro un uomo che cade in acqua ci si tuffa più volentieri se sono presenti delle persone che non osano farlo.

Come rispondere a questi tranelli, come sfuggire a queste perseguitanti domande? Ecco la mia estrema panacea e rimedio: innalzate vorticose are all’esempio unico comandamento e redentore unica grazia e liberazione.

Quanto più ci innalziamo, tanto più piccoli sembriamo a quelli che non possono volare.

La piena irresponsabilità dell’uomo per il suo agire e per il suo essere è la goccia più amara che chi persegue la conoscenza deve inghiottire.

L’inferno non è una vendetta o un castigo di Dio; noi ci creiamo l’inferno attorno a noi: è il fissarsi per l’eternità in un rifiuto consapevole e cosciente di amare Dio.

Che ne è stato della volontà di potenza che ha permesso di poter proseguire su corde tese sull’abisso più tremendamente vertiginoso?

Cos’altro è l’amore se non il comprendere e rallegrarsi del fatto che un’altra persona vive, agisce, fa esperienze in modo diverso da noi, a volte spesso il contrario?

Siamo soltanto noi che abbiamo immaginato le cause, la successione, la reciprocità, la relatività, la costrizione, il numero, la legge, la libertà, il motivo, lo scopo.

Ben poche sono le donne oneste che non siano stanche di questo ruolo.

Dove sono finiti tutti quegli uomini della preistoria che non sapevano né di Dio, né del Diavolo? Sono in paradiso o all’inferno oppure giacciono solamente nelle vetrine dei musei di paleontologia?

Un politico divide l’umanità in due classi: strumenti e nemici. Il che significa che conosce una sola classe, i nemici.

Di tutto conosciamo il prezzo, di niente il valore.

La vita è fatta di rarissimi momenti di grande intensità e di innumerevoli intervalli. La maggior parte degli uomini, però, non conoscendo i momenti magici, finisce col vivere solo gli intervalli.

Senza musica la vita sarebbe un errore.

L’amore degli uomini è di basso livello ma s’eleva in erte dolorose e conduce a Dio.

Le convinzioni, più delle bugie, sono nemiche pericolose della verità.

La speranza è il peggiore tra i mali, poiché prolunga i tormenti degli uomini.

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Anche Dio ha il suo inferno: è il suo amore per gli uomini.

Una donna può stringere legami di amicizia con un uomo, ma per mantenerla è necessario il concorso d’una leggera avversione fisica.

Io amo gli uomini che cadono, se non altro perché sono quelli che attraversano.

Ogni abitudine rende la nostra mano più ingegnosa e meno agile il nostro ingegno.

Che cosa desideriamo noi vedendo la bellezza? Desideriamo di essere belli; crediamo che a ciò vada congiunta molta felicità. Ma questo è un errore.

L’Inghilterra è il paradiso delle donne, il purgatorio degli uomini e l’inferno dei cavalli.

Occorre sbarazzarsi del cattivo gusto di voler andare d’accordo con tutti. Le cose grandi ai grandi, gli abissi ai profondi, le finezze ai sottili e le rarità ai rari.

Nel vero amore è l’anima che abbraccia il corpo.

Nella vendetta e nell’amore la donna è più barbarica dell’uomo.

La mia solitudine non dipende dalla presenza o assenza di persone; al contrario, io odio chi ruba la mia solitudine, senza, in cambio, offrirmi una vera compagnia.

Non la forza, ma la costanza di un alto sentimento fa gli uomini superiori.

Voi avete fatto la strada dal verme all’uomo, e molto c’è ancora in voi del verme. Una volta eravate scimmie, e ancora adesso l’uomo è più scimmia di qualunque scimmia.

In Dio amore e intelligenza non possono essere separati. Se Dio ama gli uomini è per condurli alla conoscenza della verità.

Ci si sbaglierà raramente, attribuendo le azioni estreme alla vanità, quelle mediocri all’abitudine e quelle meschine alla paura.

Il vero amore pensa all’istante e all’eternità, mai alla durata.

L’uomo deve essere addestrato alla guerra. La donna al riposo del guerriero. Tutto il resto è stupidità.

Non c’è niente da fare: ogni maestro ha un solo allievo, e questo gli diventa infedele perchè è destinato anche lui a diventare maestro.

C’è da dubitare che un gran viaggiatore abbia trovato in qualche parte del mondo zone più brutte che nella faccia umana.

La prima opinione che ci viene in mente quando all’improvviso siamo interrogati su qualcosa, di solito non è la nostra, ma solo quella corrente, della nostra casta, della nostra posizione, della nostra origine; le opinioni proprie raramente vengono alla superficie.

Dove voi vedete le cose ideali, io vedo cose umane, ahi troppo umane.

Fra l’ultimo nostro respiro e l’inferno, c’è tutto l’oceano della misericordia di Dio.

Come artista, l’uomo non ha altra patria in Europa che Parigi.

Vi sono perdite che comunicano all’anima una sublimità, nella quale essa si astiene dal lamento e cammina in silenzio come sotto alti neri cipressi.

La logica è legata a questa condizione: supporre che si diano casi identici, perché senza costanti l’uomo non può sopravvivere.

C’è un qualche scarto fra quello che profondamente siamo e quello che semplicemente pensavamo pensiamo d’essere. E come se la sovrapposizione fra le due cose fosse imperfetta. Ed è li che si insinua, in quelle crepe in quelle fessure, tutto ciò che non è libertà.

Vai dalle donne? Non dimenticare la frusta!

Dobbiamo rassegnarci al fatto di non poter tornare indietro che ciò che si smaschera non può essere rivelato?

Anche quando disertano l’inferno, gli uomini lo fanno solo per ricostituirlo altrove.

Si riconosce un filosofo nel suo rifuggire tre cose abbaglianti e chiassose: la gloria, i principi e le donne.

L’uomo è un cavo teso tra la bestia e il superuomo, un cavo al di sopra di un abisso.

Tutti gli esseri hanno creato qualcosa al di sopra di sé e voi volete essere il riflusso in questa grande marea e retrocedere alla bestia piuttosto che superare l’uomo? Che cos’è per l’uomo la scimmia? Un ghigno o una vergogna dolorosa. E questo appunto ha da essere l’uomo per l’oltreuomo: un ghigno o una dolorosa vergogna.

Sono le parole più silenziose, quelle che portano la tempesta. Pensieri che incedono con passi di colomba guidano il mondo.

La terra ha una pelle, e questa pelle ha delle malattie. Una di queste si chiama “uomo”.

Da quando vi sono uomini, l’uomo ha gioito troppo poco: solo questo, fratelli, è il nostro peccato originale!

Tutti gli uomini, di tutte le epoche, e ancora oggi, si dividono in schiavi e liberi; perché chi non dispone di due terzi della sua giornata è uno schiavo, qualunque cosa sia per il resto: uomo di stato, commerciante, impiegato statale, studioso.

Come? Un grand’uomo? Io vedo sempre solo uno che recita il proprio ideale.

La terra ha una pelle, e questa pelle ha delle malattie. Una di queste si chiama “uomo”.

Il futuro influenza il presente tanto quanto il passato.

Qual è la specie più alta dell’essere e qual è la più vile? Il parassita è la più vile, ma chi è della specie più alta nutre il maggior numero di parassiti.

In verità, chi poco possiede viene tanto meno posseduto.

Giuravamo guerra a quelli dell’umanità e adesso non riusciamo a reggere i nostri inganni, ecco ciò che ci siamo ridotti a pensare.

È prerogativa della grandezza recare grande felicità con piccoli doni.

Abbiamo sciolto i legacci che impedivano alle ali di avere l’aria per poi convincersi che volare è una storia da fanciulli?

In verità, non potreste portare, o uomini del presente, maschera migliore della vostra stessa faccia!

Uno va dal prossimo perché cerca se stesso, e l’altro perché vorrebbe perdersi. Il vostro cattivo amore per voi stessi fa della solitudine una prigione per voi.

Una cosa buona non ci piace, se non ne siamo all’altezza.

Ciò che fa l’originalità di un uomo è che egli vede una cosa che tutti gli altri non vedono.

Temo che gli animali vedano nell’uomo un essere loro uguale che ha perso in modo estremamente pericoloso il sano intelletto animale: vedano ciò in lui l’animale delirante, l’animale che ride, l’animale che piange, l’animale infelice.

Tutto ciò che è profondo ama mascherarsi; le cose più profonde odiano l’immagine e la similitudine.

Quanto più già si sa, tanto più bisogna ancora imparare. Con il sapere cresce nello stesso grado il non sapere, o meglio il sapere del non sapere.

Ci sono tre principali gruppi di uomini: selvaggi, barbari inciviliti, europei.

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Inferno cristiano, di fuoco. Inferno pagano, di fuoco. Inferno musulmano, di fuoco. Inferno hindu, in fiamme. A credere nelle religioni, Dio è un rosticciere.

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Immagini con frasi di Nietzsche: le più significative spiegate per immagini

La filosofia che scaturisce dalle frasi di Nietzsche ha attanagliato in molti. Infatti professori, studenti, semplici lettori si avvicinano a questo importante pensatore del XX secolo per dovere, per passione, per curiosità, anche perché gli argomenti centrati sono numerosi. In queste immagini, vediamo alcune delle frasi più significative di Nietzsche per comprendere meglio l’autore. Immagini con frasi di Nietzsche da scaricare gratuitamente e magari condividere con un compagno di studi per alleviare la tensione.

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Nella solitudine il solitario divora se stesso. Nella moltitudine lo divorano i molti. Ora scegli.

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La frase più pudica che ho udito: nell’amore vero è l’anima che abbraccia il corpo.

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Chi lotta contro i mostri deve fare attenzione a non diventare lui stesso un mostro. E se tu riguarderai a lungo in un abisso, anche l’abisso vorrà guardare dentro di te.

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Ha cuore chi conosce la paura ma la domina, chi guarda l’abisso, ma con fierezza.

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Vivi ogni giorno della tua vita come se fosse il primo, come se fosse l’ultimo.

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Richard Wagner è un grande punto interrogativo del nostro secolo.

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In me l’ateismo non è né una conseguenza, né tanto meno un fatto nuovo: esso esiste in me per istinto.

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Diventa ciò che sei!

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È difficile vivere con gli uomini, perché è assai difficile farli stare in silenzio.

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Da quando ho imparato a camminare mi piace correre.

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Un uomo di genio è insopportabile, se non ha almeno altre due qualità: la gratitudine e la purezza.

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Io vi insegno il superuomo. L’uomo è qualcosa che deve essere superato.

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Non esistono affatto fenomeni morali, ma soltanto una interpretazione morale dei fenomeni.

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Maturità dell’uomo: significa aver ritrovato la serietà che da fanciulli si metteva nei giuochi.

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In passato foste scimmie, ma ancor oggi l’uomo è più scimmia di qualsiasi scimmia.

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Le lacrime di Nietzsche: frasi dal romanzo di Irvin D. Yalom

Le lacrime di Nietzsche è un romanzo scritto dallo psichiatra statunitense Irvin D. Yalom. Il professore emerito della prestigiosa Università di Stanford ripercorre in questo testo un periodo di grande crisi sofferta da Friedrich Nietzsche: in seguito alla fine di una relazione travolgente, il filosofo cade in preda a una disperazione che lo cattura anche dal lato fisico. Ecco frasi da Le lacrime di Nietzsche che affrontano temi diversi, ottimi come spunto di riflessione.

La verità si raggiunge attraverso la sfiducia e lo scetticismo, non attraverso un infantile desiderio che le cose stiano in un certo modo.

Il maestro migliore è quello che apprende dallo studente.

La psiche non funziona come una entità unica. Certe parti della nostra mente possono operare indipendentemente da altre. Forse “io” e il mio corpo abbiamo messo in atto una cospirazione alle spalle della mia stessa mente. La mente, come ben sapete, va pazza per scappatoie e trabocchetti.

È più facile, di gran lunga più facile, obbedire a un altro che comandare a se stesso.

In quell’occasione avete risposto con un’ottima battuta. Avete detto che la vita è lunga e che spesso è lungo anche il decorso di guarigione dei pazienti. Avete detto che possono imparare qualcosa da un medico e poi portarselo in giro in testa per essere magari pronti a fare di più un giorno o l’altro, nel futuro.

La morte perde ogni connotazione di terrore se si muore dopo avere consumato la vita.

La tua bontà, il tuo dovere, la tua fede: eccole le sbarre della prigione in cui sei rinchiuso.

La chiave al vivere bene è prima di tutto volere ciò che è necessario e poi amare ciò che si è voluto.

Oh, l’interminabile fatica dell’intellettuale, impegnato a far penetrare tutte le conoscenze nel cervello attraverso una fessura di tre millimetri nell’iride!

Non impossessarsi del progetto della propria vita significa fare della propria esistenza un accidente.

Riuscirà mai un sogno, una volta sognato, a provocare cambiamenti nella vita del sognatore? Affascinante domanda! Comunque, perché mai gli anni si travestiranno da piedi’ Perché il minuscolo artefice dei sogni che si annida nel nostro intimo si darà tanta pena per dissimulare la realtà? Secondo me il sogno non diventerà di quarantuno piedi. Credo che l’artefice dei sogni avrebbe troppa paura che il cambiamento di un piede, proprio mentre invecchi di un anno, risultasse troppo trasparente, facendo scoprire il codice del sogno.

Ogni individuo deve scegliere la verità che è in grado di tollerare.

La disperazione è il prezzo che si paga per l’autocoscienza.

Non è la verità a essere sacra, ma la ricerca della propria personale verità. C’è forse un atto più sacro della ricerca di se stessi? Secondo qualcuno la mia opera filosofica sarebbe costruita sulla sabbia: le mie opinioni cambierebbero continuamente. Ma una delle mie espressioni che permangono granitiche è: “Divieni ciò che sei”. Ma senza verità come si potrebbe scoprire chi e che cosa un individuo sia?

Curare la disperazione è in sé al di là della portata della scienza medica.

Se si vogliono capire le credenze e il comportamento dell’uomo bisogna prima spazzare via convenzione, mitologia e religione.

Se non si vive al momento giusto, non si può nemmeno morire al momento giusto.

La mia vita è diventata tutta un viaggio, al punto che comincio a pensare che la mia unica casa, l’unico luogo familiare a cui torno sempre, sia la mia malattia.

Per dare vita una stella danzante,occorre avere dentro sé caos e confusione frenetica.

Ho dei periodi neri. Chi non ne ha? Ma non sono loro ad avere me. Non appartengono tanto al mio male quanto al mio essere. Si potrebbe dire che ho il coraggio di averli.

Ora so che la chiave al vivere bene è prima di tutto volere ciò che è necessario e poi amare ciò che si è voluto.

Voi vi chiedete come sarebbe una conversazione in cui fosse imposto di non nascondersi nulla: personalmente credo che il suo vero nome sia inferno. Aprirsi a vicenda è il preludio del tradimento, e il tradimento fa star male, no?
Da quali stelle siamo caduti per raggiungerci quaggiù?

La verità, incalzò Nietzsche, si raggiunge attraverso la sfiducia e lo scetticismo, non attraverso un infantile desiderio che le cose stiano in un certo modo! Il desiderio del vostro paziente di essere nelle mani di Dio non è la verità. È semplicemente il desiderio di un bambino, e nulla più! È il desiderio di non morire, il desiderio del capezzolo perennemente gonfio cui abbiamo appiccicato l’etichetta “Dio”!

La speranza? La speranza è il male supremo!

Nel mio libro Umano, troppo umano ho affermato che quando il vaso di Pandora fu aperto, così che tutti i mali lì rinchiusi da Zeus dilagarono per il mondo dell’uomo, ve ne rimase uno, ignoto a tutti, quello supremo: la speranza. E’ da allora che erroneamente l’uomo considera il vaso e il suo contenuto uno scrigno di buona fortuna. Ma abbiamo dimenticato il desiderio di Zeus che l’uomo continui a farsi tormentare. La speranza è il peggiore dei mali perché protrae il turbamento.

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Ciò che non mi distrugge mi rende più forte.

Com’è, Friedrich, che ogni volta che qualcuno ti dice qualcosa di gentile tu gli mordi la mano?

I pensieri sono le ombre dei nostri sentimenti, sempre più oscuri, vuoti e semplici”. “Ormai nessuno muore più di verità fatali: gli antidoti sono troppi”. ” A che cosa serve un libro che non ci porti al di là di tutti i libri?

Qual è il sigillo della liberazione? Non vergognarsi più al cospetto di se stessi!

Ricordate, mercoledì, la mia frase granitica: “Divieni ciò che sei”? Oggi ve ne dirò una seconda, altrettanto granitica: “Tutto ciò che non mi uccide mi rafforza”. E in tal modo non faccio che ripetere: “Il mio male è una benedizione.

La teoria evoluzionistica dimostra la superfluità di Dio, anche se Darwin non ha personalmente avuto il coraggio di seguire l’evidenza fino alla sua vera conclusione. Voi dovete senza dubbio essere consapevole del fatto che Dio lo abbiamo creato noi, e che tutti insieme ora lo abbiamo ucciso.

Anch’io mi sono chiesto spesso come mai di notte regnino le paure. Dopo vent’anni di simili interrogativi, ora credo che le paure non nascano dal buio: sono piuttosto come le stesse, sempre presente, ma oscurate dalla luce del giorno.

Voi avete visto i miei libri, e sapete che la mia scrittura è efficace non perché io sia intelligente o erudito, ma perché ho l’ardire, la volontà di staccarmi dagli agi del gregge per affrontare inclinazioni forti e cattive. Eppure lo scetticismo è in sé motivo di stress! Soltanto i forti possono tollerarlo. Sapete qual è la vera domanda per un pensatore? La vera domanda è: quanta verità posso sopportare? Non è un impegno consigliabile a quei vostri pazienti che desiderano eliminare lo stress, vivere una vita tranquilla.

Quell’uomo ha un terribile bisogno di aiuto. Dopo di che, mentre si avvicinava alla finestra, rifletté a bassa voce, quasi rivolto a se stesso: eppure è troppo orgoglioso per accettarlo. Ma questo suo orgoglio fa parte del suo male, esattamente come se fosse un organo malato. Sono stato stupido ad alzare la voce con lui! Doveva esserci un modo per avvicinarlo, per impegnarlo in un programma di cura nonostante tutto il suo orgoglio.

Come ben sai, Josef, per ogni bella donna che c’è in circolazione esiste un povero uomo stufo di scoparsela!

Lasciò perdere. Smise di pensare. Le gambe presero il sopravvento, continuando a procedere per conto loro verso una casa calda e ben illuminata, verso i figli e l’amorosa, non amata Mathilde. Si concentrò unicamente sul proprio respiro nel freddo, sull’aria fredda, che riscaldava nella culla dei propri polmoni espellendola poi in nuvole di vapore. Prestava ascolto al vento, ai propri passi, al frantumarsi della fragile crosta di neve ghiacciata sotto i piedi. E di punto in bianco seppe che un modo c’era: l’unico! Il suo passo accelerò. Per tutta la strada che lo separava da casa fece crocchiare la neve cantilenando tra sé: conosco un modo! Conosco un modo!

Non sono in grado di curare la disperazione, dottor Breuer. Io la studio. La disperazione è il prezzo che si paga per l’autocoscienza. Guardate a fondo nella vita e ve la scoprirete sempre.

I sogni sono un mistero glorioso che implora di essere capito.

Voi volete volare, ma non si può cominciare semplicemente mettendosi a farlo. Devo prima insegnarvi a camminare, e il primo passo per imparare a camminare consiste nel capire che chi non obbedisce a se stesso viene governato da altri. È più facile, di gran lunga più facile, obbedire a un altro che comandare a se stesso.

In quella lettera affermavo che esiste una fondamentale divisione nella condizione umana: coloro che desiderano la pace dell’anima e la felicità devono credere e abbracciare la fede, mentre coloro che desiderano perseguire il vero devono abbandonare la pace mentale per dedicare la vita alla ricerca. Lo sapevo già a ventun anni, mezza vita fa. È dunque ora che lo apprendiate anche voi: dev’essere il vostro punto di partenza. Dovete scegliere tra agio e vera ricerca! Se scegliete la scienza, se scegliete di essere liberato dalle consolatorie catene del soprannaturale, se come affermate scegliete di rifuggire dalla fede per abbracciare un mondo senza Dio, allora non potete con lo stesso alito anelare ai meschini conforti del credente! Se uccidete Dio, dovete anche abbandonare il sicuro rifugio del tempio.

Voi, professor Nietzsche, affermate che la ricompensa del dolore è la crescita. No, non soltanto la crescita. C’è anche la forza. Per poter raggiungere un’altezza imponente, un albero ha bisogno della tempesta. Creatività e scoperta sono generate nel dolore. Ecco, consentitemi di citare me stesso da queste note che ho buttato giù soltanto qualche giorno fa. E ancora una volta Nietzsche sfogliò i propri appunti, leggendo: per dare vita a una stella danzante, occorre avere dentro di sé caos e confusione frenetica.

Forse dovete imparare a parlare con più chiarezza a voi stesso. Negli ultimi giorni mi sono reso conto che la cura filosofica consiste nell’imparare ad ascoltare la propria voce interiore. Non mi avete forse detto che la vostra paziente, quella Bertha, si è curata parlando dei propri pensieri sotto ogni profilo? Che espressione avete usato per definire questo procedimento? Spazzare il camino. Un’espressione inventata da lei stessa, a onor del vero: spazzare il camino secondo lei significava togliere il tappo in modo da poter dare aria al proprio cervello, purificare la mente da tutti i pensieri capaci di produrre turbativa. Non pensate, limitatevi a spazzare il camino.

Non impossessarsi del progetto della propria vita significa fare della propria esistenza un accidente.

Il vedere chiaro voi lo definite una ferita? Guardate che cos’avete imparato Josef: che il tempo non può essere infranto, che la volontà non può volere a ritroso. Sono intuizioni che raggiunge solo il fortunato!

Una prospettiva cosmica attenua sempre la tragedia. A salire abbastanza in alto si raggiunge un’altezza da cui la tragedia cessa di apparire tragica.

Credo fin dall’infanzia che la vita sia una scintilla tra due vuoti identici, il buio prima della nascita e quello dopo la morte.

Questi poveri fantasmi non fanno parte della realtà nominale. Ogni atto di vedere è relativo, come lo è ogni conoscenza. Noi inventiamo ciò che sperimentiamo, e allo stesso modo possiamo distruggere ciò che abbiamo inventato.

Mi chiedo, in tono pensoso, se i nostri sogni siano più vicini a ciò che siamo di quanto lo siano la razionalità o le sensazioni.

Voi rispondete alle domande con altre domande, Friedrich. E voi ponete domande di cui conoscere la risposta, ribatté Nietzsche. Se sapessi la risposta, perché porrei la domanda? Per evitare di conoscere la vostra risposta!

Tu vuoi diventare te stesso. Quante volte te l’avrò sentito dire? Quanto spesso ti sei lamentato di non avere mai conosciuto la libertà? La tua bontà, il tuo dovere, la tua fede: eccole le sbarre della prigione in cui sei rinchiuso. Di simili meschine virtù morirai. Devi imparare a conoscere il tuo lato cattivo. Non puoi essere libero soltanto in parte: anche i tuoi istinti sono assetati di libertà. I tuoi cani selvatici, in cantina, abbaiano chiedendo libertà. Ascolta più attentamente: non li senti?

Fidati di me, posso testimoniare di persona che l’imbarazzo risulta raramente fatale! Continua! Sii duro essendo tenero!

Divieni il mio maestro, aiutami a vincere la disperazione. Devo nascondere la mia sapienza? E la responsabilità dello studente? Deve indurirsi al freddo, le sue dita devono aggrapparsi al corrimano, deve perdersi molte volte su sentieri sbagliati prima di trovare quello giusto. Solo tra i monti, percorro la via più diretta, di picco in picco. Ma se vado troppo avanti gli studenti perdono la strada. Devo imparare ad accorciare il passo.

Nulla è tutto! Per diventare forte si devono prima affondare le radici nel nulla, imparando ad affrontare la massima solitudine.

Chiunque ti conosca bene, capisce che hai dei talenti straordinari. Ma con essi hai anche un fardello: più ricco è il suolo, imperdonabile è non essere stati capaci di coltivarlo.

Intendevo soltanto che, per porsi in un rapporto totale con un’altra persona, bisogna prima porsi in rapporto con se stessi. Se non sappiamo abbracciare la nostra solitudine, useremo gli altri semplicemente come uno schermo nei confronti dell’isolamento. Soltanto se si sa vivere soli come un’aquila ci si può volgere con animo innamorato a un’altra persona; soltanto allora ci si può preoccupare dell’espansione dell’altro. Ergo, se non si è capaci di rinunciare a un matrimonio, tale matrimonio è condannato.

Non so che cos’altro dire se non che, grazie a te, ora so che la chiave al vivere bene è prima di tutto volere ciò che è necessario e poi amare ciò che si è voluto.

Oggi l’incudine sono io, e sono le tue parole a sembrare martellate che frantumano il mio amore.

Perdona la durezza delle mie parole, Friedrich, ma sto seguendo il consiglio di un grande maestro. A un amico che soffre offri un luogo dove riposare, ma bada bene che sia un letto duro o una branda da campo.

Oh, le mie finzioni le ho anch’io, Josef, i miei modi segreti di tollerare la solitudine, addirittura di glorificarla. Dico che per poter pensare i miei pensieri devo essere lontano dagli altri. Dico che a farmi compagnia sono le grandi menti del passato, che strisciano fuori dai loro nascondigli per riscaldarsi al mio sole. Schernisco la paura della solitudine. Affermo che i grandi uomini devono sottostare a un grande dolore, che sono corso troppo avanti nel futuro e che nessuno può accompagnarmi. Mi vanto di essere incompreso o temuto o respinto. Tanto meglio: significherebbe che sono sulla strada buona!

Dico che il mio coraggio nell’affrontare la solitudine fuori dal gregge è prova della mia grandezza.

Però sono continuamente ossessionato da una paura. Nonostante la consapevolezza dell’eterno ritorno, sono ossessionato dal pensiero di morire in solitudine. Lo sai che cosa significa sapere che quando morirai il tuo corpo potrebbe anche non essere scoperto per giorni o settimane, finché l’odore non finirà per attirare un estraneo? Io cerco di tranquillizzarmi. Capita spesso, nell’isolamento più profondo, che parli da solo. Ma a voce non troppo alta, perché ho paura dell’eco da me stesso prodotta nel vuoto. La sola, unica a riempire questo vuoto è stata Lou Salomé.

Perché tanta rabbia nei confronti di te stesso? Ricordo quando mi hai detto che abbiamo tutti i nostri cani selvatici che abbaiano in cantina. Come vorrei che tu fossi più gentile, più generoso nei confronti del tuo essere uomo!

Se una delle mie lacrime fosse dotata di sensi, direbbe, direbbe libera, finalmente! Imbottigliata per tutti questi anni! Questo uomo, questo uomo arido e angusto, non mi ha mai lasciato scorrere prima d’ora. Va bene così, Friedrich. Le lacrime forti sono purificatrici.

È strano, ma nel momento stesso in cui, per la prima volta in vita mia, rivelo la mia solitudine in tutta la sua profondità, in tutta la sua disperazione, in quel preciso momento la solitudine si squaglia! L’istante in cui ti ho detto che nessuno mi ha mai toccato è stato esattamente quello in cui mi sono lasciato toccare. Un istante straordinario, come se un’enorme crosta intima di ghiaccio si fosse improvvisamente riempita di crepe, andando in frantumi. Un paradosso! L’isolamento esiste unicamente nell’isolamento. Una volta condiviso, non c’è più.

Mi hai insegnato tu stesso che ciascuno di noi è composto di molte parti, ognuna delle quali esige di potersi esprimere. E noi possiamo essere ritenuti responsabili soltanto del risultato finale, non dei riottosi impulsi di ciascuna di tali parti. Il tuo cosiddetto egoismo è perdonabile precisamente perché ti sono caro al punto che me l’hai svelato. L’augurio che ti faccio nel separarci, caro amico, è che la parola “imperdonabile” sia bandita dal tuo lessico.

Non sottovalutare ciò che mi hai dato, Josef. Non sottovalutare il valore dell’amicizia, del fatto che io abbia scoperto di non essere uno scherzo della natura, che sono capace di toccare e di lasciarmi toccare. Prima il concetto di amor fati lo avevo fatto mio soltanto a metà: mi ero addestrato, rassegnato, ad amare il mio fato. Ora invece, grazie a te, grazie al tuo focolare aperto, mi rendo conto di avere una possibilità di scelta. Rimarrò sempre solo, ma che differenza, che mirabile differenza, scegliere quello che faccio. Amor fati: sceglilo, sceglilo il tuo fato, amalo.

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Il vincolo coniugale è sacro, eppure è meglio spezzarlo che esserne spezzati!

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Video con frasi di Friedrich Nietzsche

Nei seguenti video, vediamo una raccolta delle frasi che hanno più colpito i vari internauti. Sia la vita privata, sia la filosofia stessa di Nietzsche sono state segnate da delusioni profonde che probabilmente hanno contribuito a generare nel filosofo i pensieri rivoluzionari che gli hanno dato fama mondiale. Sicuramente non a caso questi video sono accompagnati da musiche cupe e movimentate. Ecco una scelta di video con frasi di Friedrich Nietzsche per comprendere meglio la filosofia del padre del Superuomo.

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Irene Maria Dianda

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