Proprio così, la montagna rappresenta una natura incontaminata dove rifugiarsi per un tranquillo fine settimana lontano dalla città e dalla frenesia. Pensieri di fronte a spettacoli montani invernali, estivi o primaverili: le frasi sulla montagna più popolari lo dimostrano, non tutti la vedono come una vacanza alternativa alla villeggiatura sul mare. Infatti per molti la montagna significa una scelta di vita, dove mettere alla prova se stessi anche di fronte alle comodità.
Chiunque ha fatto una vacanza in montagna: al di là dei chilometri da percorrere per arrivare in campeggi o baite sperse nella natura, farsi una vacanza in montagna è un’opzione tra le più comuni. Ma non per chi la prende sul serio! Molti di questi frasi belle sulla montagna infatti sono di persone che hanno avuto esperienze da dilettanti, per così dire, alcune sono tratte invece da film famosi a tema. Ecco alcuni esempi di frasi celebri sulla montagna da parte di chi ama i paesaggi di montagna e vede con occhi totalmente nuovi gli spettacoli offerti da colli, vette o gole.
I monti sono nati per le zuccate che la terra ha sempre dato contro il cielo nel tentativo di emularlo.
(Gengis Khan)
Durante un’ascensione di un paio d’ore, si possono sperimentare sensazioni che in altre condizioni non si proverebbero forse in un’intera settimana. I sensi sono totalmente all’erta, si sente, si odora, si respira ogni cosa, e ci si sente vivi come non mai.
(Jochen Hemmleb)
La montagna non è solo nevi e dirupi, creste, torrenti, laghi, pascoli. La montagna è un modo di vivere la vita. Un passo davanti all’altro, silenzio tempo e misura.
(Paolo Cognetti)
La determinazione dice: Voglio. L’uomo dice: Io scalerò questa montagna. Mi hanno detto che è troppo alta, troppo distante, troppo ripida, troppo rocciosa e troppo difficile. Ma è la mia montagna. Io la scalerò. Mi vedrai presto salutare dalla vetta oppure morto ai sui fianchi nel tentativo di farlo.
(Jim Rohn)
Ricordi quel tizio, circa venti anni fa, ora mi sfugge il nome… Scalò l’Everest senza usare l’ossigeno, tornò giù quasi morto. Gli chiesero: “Perché sei andato là, per morire?”, e lui disse: “Non è cosi, sono andato là per vivere!
(Roland Tembo)
Ogni volta che vedo una montagna mi aspetto che si trasformi in un vulcano.
(Italo Svevo)
L’anno scorso sono stato con gli alpini, ho imparato a pisciarmi addosso in caso di valanga.
E a che serve?
A capire dove è la pendenza, altrimenti non potresti saperlo. Il modo in cui scorre il liquido ti indica in che direzione scavare per uscire.
Fico, pisciarsi addosso. Non ci avrei mai pensato.
Sì, una bella esperienza.
(The Fighters – Addestramento di vita)
Mi sembrava di riuscire a cogliere la vita della montagna quando l’uomo non c’era. Io non la disturbavo, ero un ospite ben accetto; allora sapevo di nuovo che in sua compagnia non mi sarei sentito solo.
(Paolo Cognetti)
Le montagne dovrebbero avere dei buchi, per vedere l’altra parte. Osservando il panorama attraverso queste aperture, risparmieremmo delle scalate considerevoli.
(Spike Milligan)
Lloyd: Però, pensavo che le montagne rocciose fossero un po più rocciose.
Harry: Stavo pensando la stessa cosa. Nei film degli indiani avranno usato dei fondali.
(Scemo & più scemo)
La via verso la cima è come il cammino verso se stessi, solitario.
(Alessandro Gogna)
Se vuoi vedere le valli, sali in vetta ad una montagna; se vuoi vedere la vetta di una montagna, sali su una nuvola; se invece aspiri a comprendere la nuvola, chiudi gli occhi e pensa.
(Khalil Gibran)
Dimmi cosa ti piace delle montagne.
Mi piace l’assoluta semplicità, ecco cosa mi piace. Quando sei in scalata la tua mente è sgombra, libera da qualsiasi confusione: sei concentrato e, ad un tratto, la luce diventa più nitida, i suoni sono più ricchi e tu sei invaso dalla profonda, potente presenza della vita.
(Sette anni in Tibet)
Le montagne intorno si erano accostate. Il sole radente le perquisiva entrando nelle linee verticali, scendendo alla loro altezza. Veniva voglia di trovarmi lassù dove avveniva lo struscio tra le rocce e la luce. In quell’ora succede un’intimità fisica tra la materia e l’aria. Il sole si spalma a burro, si strofina addosso.
(Erri De Luca)
Alcune vette, ergendosi più arditamente, bucavano le grigie nubi e riapparivano al di sopra dei mobili vapori, simili a scogli emersi in pieno cielo.
(Jules Verne)
Qualcosa è nascosto. Vai a cercarlo. Vai e guarda dietro i monti. Qualcosa è perso dietro i monti. Vai! È perso e aspetta te.
(Rudyard Kipling)
Ogni volta nella vita è come nella natura: parli con la montagna e ti risponde l’abisso
(Efim Tarlapan)
Ognuno di noi ha una quota prediletta in montagna, un paesaggio che gli somiglia e dove si sente bene.
(Paolo Cognetti)
Quanto monotona sarebbe la faccia della terra senza le montagne.
(Immanuel Kant)
La montagna è una immensa colonna vertebrale. Scalarla ci dà l’impressione di possederla, di avere una colonna vertebrale di ricambio. È come se questa colonna entrasse dentro di noi e sostituisse quella fragile e provvisoria che abita il nostro corpo.
(Fabrizio Caramagna)
La montagna non è una sfilata di moda o la conoscenza alfabetica di tutte le ferrate esistenti, né tanto meno dei tempi di percorrenza delle stesse; la montagna non è la pista da sci da 2000 sciatori/ora, la cabinovia, la funivia, lo ski-lift e neanche il rifugio-albergo 3 stelle con scale anti-incendio e TV a colori.
(Livio Lupi)
Ci arrampichiamo perché le montagne sono la nostra chiesa. In effetti, Lui – Il Creatore, Allah, Dio, il grande Schiacciamosche o Buddha – non può essere più grande della vista di un’aurora boreale a -50°C, quando il vento ronza su una pinna di ghiaccio e la luce si apre un varco diretto nella tua anima.
(Jonathan Waterman)
Donde vengono le montagne più alte? chiedevo in passato. E allora imparai che esse vengono dal mare. Questa testimonianza sta scritta nelle loro rocce e nelle pareti delle loro cime. Dall’abisso più fondo, la vetta più alta deve giungere alla sua altezza.
(Friedrich Nietzsche)
Quale miglior campo d’azione può esservi che la montagna? L’asprezza della natura e la potenza della lotta continua sono presenti in ogni particolare: dal cirro sfilacciato alla roccia compatta; dagli spigoli smussati dei sassi ai pini ritorti; dalla frana alla valanga, tutto, insomma, un complesso di elementi che testimoniano quali forze usano scontrarsi.
(Roberto Gervasutti)
Da quando scalo e arrampico, ho stima di tutte le creature che lo fanno meglio di me, dal ragno all’orango. Ammiro la mancanza di sforzo, l’eleganza che è sempre il risultato di un risparmio di energia. Penso agli animali per desiderio della loro perfezione. Sono i miei patriarchi, i miei maestri.
(Erri De Luca)
Ogni montagna diversa dalle altre, ognuna una vita diversa che hai vissuto. Arrivi in cima dopo aver rinunciato a tutto quello che credevi necessario alla sopravvivenza e ti trovi solo con la tua anima. In quel vuoto puoi esaminare, in un’ottica diversa, te stesso e tutti i rapporti e gli oggetti che fanno parte del mondo normale.
(Anatoli Boukreev)
Il clima prealpino rende psicopatici gli esseri umani.
(Thomas Bernhard)
Rispetto alla meditazione, le montagne hanno molto da insegnare, quale archetipi significativi in tutte le culture. Le montagne sono luoghi sacri e l’umanità vi ha sempre cercato guida spirituale e rinnovamento.
(Jon Kabat-Zinn)
Quando vedo una montagna, adesso, posso osservarla con lentezza, soppesandola con gli occhi stretti di chi la sa lunga. Occhi di frammenti di granito.
(Bill Bryson)
Non oso pensare le vette innevate come vedano il cielo, accarezzino le nuvole, riflettano l’arcobaleno nel nostro cuore.
(Massimo Pistoja)
Pensa che sono andato in montagna perché ho letto ‘Angeli della desolazione’ di Kerouac. Solo che lui dopo nove mesi ha scritto il libro ed è tornato giù, io sono dieci anni che son là.
(Marrakech Express)
Da per tutto, come una corrente viva, un fiume della montagna, scendeva l’aria nuova, l’ossigeno esalava dalle piante verdi. Lo potevi vedere fremere in un’alta marea di cristallo. L’ossigeno puro, vergine, verde, freddo ossigeno, trasformava la valle in un delta di fiume.
(Ray Bradbury)
Scalare non serve a conquistare le montagne; le montagne restano immobili, siamo noi che dopo un’avventura non siamo più gli stessi
(Royal Robbins)
Quella scalata non promette neanche un secondo di gioia, soltanto preoccupazione, fatica immane, paura, mal di montagna, mancanza d’ossigeno, panico a livelli pericolosissimi e un’apatia ancora più pericolosa. E una volta conquistata la vetta, non ti godi il trionfo, il tuo unico pensiero è di procurarti la prova di averla raggiunta.
(Jo Nesbø)
Quando due persone salgono ognuna dalla propria profonda valle e si incontrano in cima ad una grande montagna, non ha importanza quale sia il nome della montagna o da dove vengano quelle persone. Quando siamo in cima abbiamo la sensazione di trovarci sul tetto del mondo.
(John William Gardner)
Ti assicuro che ho comprato il biglietto di ritorno e non ci tornerò più in questa triste città! Lascio alla signorina Rottermayer tutta la gioia di vivere in una città triste e senza calore! Io non potrei mai accontentarmi di una stanza senza farfalle! Ho bisogno di prati verdi per respirare. Basta con queste stanze vuote piene di vecchi cimeli!
(Heidi)
E vidi come cavalle vertiginose che si scioglievano le dune verso la prateria senza fine.
(Dino Campana)
Le montagne, come il mare, ricordano una misura di grandezza dalla quale l’uomo si sente ispirato, sollevato. Quella stessa grandezza è anche in ognuno di noi, ma lì ci è difficile riconoscerla. Per questo siamo attratti dalle montagne.
(Tiziano Terzani)
Partoriranno i monti e nascerà un ridicolo topo.
(Orazio)
La vita solitaria della montagna coi suoi silenzi maiestatici e il breve cerchio delle amicizie al paese gli conferiscono questo fortunato istinto di vigilante temperanza, che è segno preciso di compiutezza e di sufficienza spirituale.
(Carlo Gnocchi)
Le montagne sono le grandi cattedrali della terra, con i loro portali di roccia, i mosaici di nubi, i cori dei torrenti, gli altari di neve, le volte di porpora scintillanti di stelle.
(John Ruskin)
Migliaia di persone stanche, stressate e fin troppo “civilizzate”, stanno cominciando a capire che andare in montagna è tornare a casa e che la natura incontaminata non è un lusso ma una necessità.
(John Muir)
Sulla montagna sentiamo la gioia di vivere, la commozione di sentirsi buoni e il sollievo di dimenticare le miserie terrene. Tutto questo perché siamo più vicini al cielo.
(Emilio Comici)
Se sei in cerca di angeli o in fuga dai demoni, vai in montagna.
(Jeffrey Rasley)
Poi in certi rari giorni di vento, in autunno o in primavera, in fondo ai viali di Milano comparivano le montagne. Succedeva dopo una curva, sopra un cavalcavia, all’improvviso, e gli occhi dei miei genitori, senza bisogno che uno indicasse all’altra, correvano subito lì. Le cime erano bianche, il cielo insolitamente azzurro, una sensazione di miracolo.
(Paolo Cognetti)
Le montagne sono le uniche stelle che possiamo raggiungere a piedi.
(Fabrizio Caramagna)
Il colore delle montagne è il corpo di Buddha; il suono delll’acqua corrente è il suo grande discorso.
(Eihei Dōgen)
La montagna offre all’uomo tutto ciò che la società moderna si dimentica di dargli.
In cima ad ogni vetta si è sull’orlo di un abisso.
(Stanislaw Jerzy Lec)
La montagna è fatta per tutti, non solo per gli alpinisti: per coloro che desiderano riposo nella quiete come per coloro che cercano nella fatica un riposo ancora più forte.
(Guido Rey)
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Walter Bonatti è stato uno degli alpinisti italiani più noti in tutto il mondo. Oltre che scalatore e guida, si è poi dedicato anche alla scrittura di libri sulle sue esperienze, o per meglio dire, avventure. Queste frasi famose sulla montagna sono tratte dai suoi libri più apprezzati, dalle quali trapela l’amore più profondo per la montagna, la scarica di adrenalina che provoca un’arrampicata e la sensazione di libertà che regala uno sport simile. Assieme a Bonatti, le citazioni di altre importanti figure che con i loro pensieri sulla montagna, frasi celebri cariche di passione ci hanno regalato emozioni uniche.
L’essere umano vive in città, mangia senza fame e beve senza sete, si stanca senza che il corpo fatichi, ricorre il proprio tempo senza raggiungerlo mai. E’ un essere imprigionato, una prigione senza confini da cui è quasi impossibile fuggire. Alcuni esseri umani però a volte, hanno bisogno di riprendersi le proprie vite, di ritrovare una strada maestra. Non tutti ci provano, in pochi ci riescono.
La realtà è il cinque per cento della vita. L’uomo deve sognare per salvarsi.
Chi più alto sale, più lontano vede; chi più lontano vede, più a lungo sogna.
Che quelle rocce innalzantisi in forma di mirabile architettura, quei canaloni ghiacciati salenti incontro al cielo, quel cielo ora azzurro profondo dove l’anima sembra dissolversi e fondersi con l’infinito, ora solcato da nuvole tempestose che pesano sullo spirito come una cappa di piombo, sempre lo stesso ma mutevolmente vario, suscitano in noi delle sensazioni che non si dimenticano più.
La montagna mi ha insegnato a non barare, a essere onesto con me stesso e con quello che facevo. Se praticata in un certo modo è una scuola indubbiamente dura, a volte anche crudele, però sincera come non accade sempre nel quotidiano.
La montagna più alta rimane sempre dentro di noi.
Da quassù il mondo degli uomini altro non sembra che follia, grigiore racchiuso dentro se stesso. E pensare che lo si reputa vivo soltanto perché è caotico e rumoroso.
La montagna ha il valore dell’uomo che vi si misura, altrimenti, di per sé, essa non sarebbe che un grosso mucchio di pietre.
È per conoscermi meglio e per trovare una mia dimensione che ho scalato montagne impossibili. L’ho fatto spinto dalla bellezza della natura alpina, dalla sfida e dal piacere di sapere.
La solitudine è indispensabile per l’uomo perché acutizza la sensibilità ed amplifica le emozioni.
Io chiedo a una scalata non solamente le difficoltà ma una bellezza di linee.
È importante di fortificare l’animo, scegliere che cosa si vuole essere. E, una volta scelta una direzione, è importante essere talmente forti da non soccombere alla tentazione di imboccare l’altra.
Quella notte sul K2, tra il 30 e il 31 luglio 1954, io dovevo morire. Il fatto che sia invece sopravvissuto è dipeso soltanto da me. La montagna più alta rimane sempre dentro di noi. (28 luglio mattino, settimo campo, quota 7345.) Fintantoché nell’alpinismo si manifesteranno fantasia, idealità e bisogno di conoscenza, quest’ultima rivolta soprattutto al proprio intimo, esso rimarrà vivo.
Negli assoluti silenzi, negli immensi spazi, ho trovato una mia ragione d’essere, un modo di vivere a misura d’uomo.
C’è chi, per ignavia, non sa vedere nell’alpinismo che un mezzo per fuggire la realtà dei giorni nostri. Ma non è giusto. Non escludo che in chi lo pratica possa manifestarsi temporaneamente una qualche componente di fuga, questa però non dovrà prevaricare mai la ragione di base, che non è quella di fuggire ma di raggiungere.
Non esiste, come qualcuno teorizza, la scalata moderna, antica o futura. Esiste soltanto la scalata, e come tale non è che un mezzo convenientemente adattato alla propria etica per raggiungere le proprie aspirazioni.
Coraggio, soprattutto a livello individuale, è anche volontà civile e responsabile di non rassegnarsi all’incalzante degrado morale. E infine quella buona cosa che consiste nel saper pagare sulla propria pelle i propri errori: virtù assai rara oggigiorno ma per questo ancor più apprezzabile.
C’è una particolare scelta di stile di vita che io considero pienamente eroica, ed è questa: vivere il proprio ruolo sociale con coerenza, responsabilità e dignità.
Non è forse vero che il volto più affascinante delle cose è proprio nel riflesso del sogno che le stesse cose sanno nutrire? Sono stati sempre quei grandi silenzi a sedurre la mia immaginazione.
È dunque sognando a occhi aperti, io credo, che vivi intensamente; ed è ancora con l’immaginazione che puoi trovarti a competere persino con l’inattuabile. E qualche volta ne esci anche vincitore.
Rimanere uomo coerente con i propri principi e mantenersi individui liberi dal compromesso è «eroismo».
Coerenza non è cecità, testardaggine, limitatezza, ma consapevolezza delle proprie scelte e accettazione delle responsabilità che ne derivano. È chiarezza di intenti e fermezza di carattere.
Quando si è molto giovani capita di non sapere bene chi si è e che cosa si vuole dalla vita. Indubbiamente però noi tutti disponiamo di un misterioso filo conduttore che prima o poi finirà per farci scegliere ciò che per indole è già latente in noi, e servirà a costruire la nostra personalità.
Io chiedo a una scalata non solamente le difficoltà ma una bellezza di linee.
Ma devo dire che la montagna mi ha regalato ciò che gli uomini, le donne, i genitori, non sono riusciti a darmi. Dalla montagna mi sono sentito compreso, ascoltato, degnato di attenzione. Qualche volta anche spintonato, ma sempre dopo essere stato avvertito.
(Mauro Corona)
Lassù si erano liberati dal desiderio di felicità e perfino dalla speranza, perciò vivevano in pace e tranquilli, avevano cioè trovato la felicità. Ma loro non lo sapevano e campavano così.
(Mauro Corona)
Correre in ogni stagione, sulle cime dei monti, per vedere se dall’altra parte c’era un mondo migliore, un’altra vita, meno fatiche, meno paure, meno calci in culo.
(Mauro Corona)
La montagna mi ha fatto capire che è da sciocchi mettere la vita in banca sperando di ritrovarla con gli interessi. Mi ha aiutato a non essere troppo tonto, anche se un po’ tonti si è tutti da giovani.
(Mauro Corona)
Dalla vetta non si va in nessun posto, si può solo scendere.
(Mauro Corona)
Oggi non frequento quasi più le montagne famose perché sono diventate di moda, quindi caotiche. Alla loro base sorgono i più grandi parcheggi d’Europa. Ormai, su quelle vette cade neve colorata firmata da prestigiosi stilisti.
(Mauro Corona)
Dalle montagne ho avuto protezione e affetto. La scalata estrema è venuta dopo, ma non c’entra nulla, o molto poco, con l’amore per la montagna, con ciò che mi ha dato e continua a darmi. Per me è la madre sulla quale giocano, si nascondono, cercano calore i suoi figli. Ogni tanto la mamma si stiracchia, respira, sbadiglia, qualche bambino rotola giù. Qualche altro soffoca sotto la sua mole come un pulcino sotto la chioccia. Ma non è colpa di nessuno.
(Mauro Corona)
La montagna mi ha fatto capire che è da sciocchi mettere la vita in banca sperando di ritrovarla con gli interessi. Mi ha aiutato a non essere troppo tonto, anche se un po’ tonti si è tutti da giovani. Mi ha insegnato che dalla vetta non si va in nessun posto, si può solo scendere.
(Mauro Corona)
La montagna insegna a vivere: questa frase l’ho udita spesso, ma… non è vera. C’è gente che frequenta i monti da una vita e non ha imparato un tubo! La montagna al massimo regala emozioni a chi è sensibile ed educato.
(Mauro Corona)
Mi escono battute sarcastiche quando leggo o sento definire la montagna assassina. La montagna non è assassina, se ne sta lì e basta. Siamo noi i killerdi noi stessi, che non sappiamo vivere, che usiamo il profumo per l’uomo che non deve chiedere mai, che abbiamo dimenticato la carità, la riconoscenza, il rispetto, che distruggiamo la natura
(Mauro Corona)
Forse è proprio questo il motore dell’arrampicata: come pesci nell’acqua, come uccelli in aria, come camosci sulle rocce, solo la simbiosi con l’ambiente fa di un uomo un buon alpinista.
(Reinold Messner)
A salvare la Alpi non saranno gli ecologisti, ma chi rifiuta il consumismo, chi si accontenta di mangiare pane e formaggio e di camminare con le proprie gambe.
(Reinhold Messner)
Quando guardo le montagne ho i sentimenti delle montagne dentro di me: li sento, come Beethoven che sentiva i suoni nella testa quando era sordo e compose la Nona sinfonia. Le rocce, le pareti e le scalate sono un’opera d’arte.
(Reinhold Messner)
Arrampicare vuol dire muoversi nello spazio aperto, essere liberi di osare qualcosa al di fuori delle regole, sperimentare, raggiungere una conoscenza più profonda della natura umana. Da questo processo emerge evidente che per ogni domanda c’è sempre più di una sola risposta, più di una storia in relazione a un’esperienza.
(Reinhold Messner)
Le montagne sono talmente elementari nella forma in cui ci appaiono che salirci mi sembra ovvio e naturale. È con il chiedersi il perché che comincia il fallimento.
(Reinhold Messner)
Consideriamo l’alpinismo come un’opportunità per esprimere noi stessi fuori dalla giungla delle città che la burocrazia dilagante, il sistema paralizzante delle garanzie sociali e l’intolleranza borghese rendono sempre più simili a prigioni.
(Reinhold Messner)
Bandiere sulle montagne non ne porto: sulle cime io non lascio mai niente, se non, per brevissimo tempo, le mie orme che il vento ben presto cancella.
(Reinhold Messner)
Il fascino delle montagne è dato dal fatto che sono belle, grandi e pericolose.
(Reinold Messner)
Camminare per me significa entrare nella natura. Ed è per questo che cammino lentamente, non corro quasi mai. La Natura per me non è un campo da ginnastica. Io vado per vedere, per sentire, con tutti i miei sensi. Così il mio spirito entra negli alberi, nel prato, nei fiori. Le alte montagne sono per me un sentimento.
(Reinhold Messner)
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Parlare di montagna solamente non serve, l’occhio vuole la sua parte. E infatti, con queste immagini della montagna diamo una forma a tutto ciò espresso finora: la montagna con la neve, paesaggi di montagna in inverno o in estate, immagini della montagna al tramonto o sulla cima di una vetta. Per i più sognatori naturalmente non è necessario avere un’immagine già pronta ma, come per tutte le vacanze, c’è anche chi vuol vedere esattamente il luogo dove andrà.
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E per ultimo, ancora una lista degli ultimi aforismi sulla montagna più belli, per ammirare ancora una volta le vette del mondo. Per gli alpinisti è naturale descrivere ciò che vedono al termine di una scalata ma, ad esempio, per uno scrittore che si appresta a narrare una storia ambientata parecchi metri sopra il livello del mare non deve esser semplice. Vediamo!
Qui non palazzi, non teatro o loggia ma’n lor vece un abete, un faggio, un pino. Tra l’erba verde e’l bel monte vicino levan di terra al cielo nostr’intelletto.
(Francesco Petrarca)
Con i valloni deserti, con le gole tenebrose, con i crolli improvvisi di sassi, con le mille antichissime storie e tutte le altre cose che nessuno potrà dire mai…”
(Dino Buzzati)
Quassù non vivo in me ma divento una parte di ciò che mi attornia. Le alte montagne sono per me un sentimento.
(Lord Byron)
Alcune ore di salita in montagna fanno di un briccone e di un santo due creature quasi uguali. La stanchezza è la via più breve verso l’uguaglianza e la fratellanza e la libertà viene infine aggiunta dal sonno.
(Friedrich Nietzsche)
La fede muove le montagne, sì: le montagne di sciocchezze.
(André Gide)
La continuità dei grandi spettacoli ci rende sublimi o stupidi. Sulle alpi, o sei un aquila o uno stupido.
(Victor Hugo)
Ho imparato così tanto da voi uomini. Ho imparato che ognuno vuole vivere sulla cima della montagna, senza sapere che la vera felicità sta nel come questa montagna è stata scalata.
(Gabriel García Márquez)
Da me, da solo, solo con l’anima, con la piccozza d’acciar ceruleo, su lento, su anelo, su sempre; sprezzandoti, o gelo! E salgo ancora, da me, facendomi da me la scala, tacito, assiduo; nel gelo che spezzo, scavandomi il fine ed il mezzo.
(Giovanni Pascoli)
Dall’alto della montagna tu puoi vedere come sia grande il mondo, e come siano ampi gli orizzonti.
(Paulo Coelho)
Addio, monti sorgenti dall’acque, ed elevati al cielo; cime inuguali, note a chi è cresciuto tra voi, e impresse nella sua mente, non meno che lo sia l’aspetto de’ suoi più familiari.
(Alessandro Manzoni)
Un albero sotto i raggi del sole, un sasso segnato dalle intemperie, un animale, una montagna: tutti hanno una vita, una storia, vivono, soffrono, affrontano i pericoli, godono, muoiono. Ma non sappiamo il perché.
(Hermann Hesse)
La fatica della salita sul terreno pietroso nell’aria rarefatta d’alta montagna viene ricompensata dalla possibilità di rinascere a un livello di esistenza superiore. L’usanza dei pellegrini di girare intorno alla montagna fornisce l’esempio più calzante di come il percorso possa essere più importante della meta, ovvero della conquista della vetta.
(Heinrich Harrer)
E vanno gli uomini ad ammirare le vette dei monti, ed i grandi flutti del mare, ed il lungo corso dei fiumi, e l’immensità dell’Oceano, ed il volgere degli astri e si dimenticano di sé medesimi.
(Sant’Agostino)
È più facile deviare il corso di un fiume o spianare una montagna che cambiare l’animo di un uomo.
(proverbio cinese)
Una cima raggiunta è il bordo di confine tra il finito e l’immenso.
(Erri De Luca)
Un paese di pianura per quanto sia bello, non lo fu mai ai miei occhi. Ho bisogno di torrenti, di rocce, di pini selvatici, di boschi neri, di montagne, di cammini dirupati ardui da salire e da discendere, di precipizi d’intorno che mi infondano molta paura.
(Jean-Jacques Rosseau)
Le Alpi, un paese dove il cielo profondo, stanco di essere blu, si è sdraiato sulla montagna.
(Boris Vian)
Una serata passata a leggere grandi libri è per la mente ciò che una vacanza in montagna è per l’anima.
(André Maurois)
Quando si va in montagna si diventa teologi del vento, delle foglie, del cielo. In ogni pietra si riconosce la stessa venatura di luce di cui è fatto l’universo.
(Fabrizio Caramagna)
Il mio zaino non è solo carico di materiali e di viveri: dentro ci sono la mia educazione, i miei affetti, i miei ricordi, il mio carattere, la mia solitudine. In montagna non porto il meglio di me stesso: porto me stesso, nel bene e nel male.
(Renato Casarotto)
L’alpinismo è un’attività sfiancante. Uno sale, sale, sale sempre più in alto, e non raggiunge mai la destinazione. Forse è questo l’aspetto più affascinante. Si è costantemente alla ricerca di qualcosa che non sarà mai raggiunto.
(Hermann Buhl)
Questa ‘malattia’, è anche una dipendenza. Non pensavo d’essere dipendente dalla montagna. L’ho capito negli ultimi metri dell’Everest, quella volta ero stremato, ma ho sentito che se non avessi raggiunto la cima sarei dovuto tornare lassù, dentro di me ne avevo troppo bisogno. E’ questa dipendenza dalla montagna che ti spinge sempre avanti.
(Hans Kammerlander)
Nelle vibranti e libere corse sulle rocce tormentate, nei lunghi e muti colloqui con il sole e con il vento, con l’azzurro, nella dolcezza un po’ stanca dei delicati tramonti, ritrovavo la serenità e la tranquillità. E l’ebbrezza di quell’ora passata lassù isolato dal mondo, nella gloria delle altezze, potrebbe essere sufficiente a giustificare qualunque follia.
(Giusto Gervasutti)
Tutte le volte che comincio ad arrampicare avviene in me una trasformazione. Quando le mie mani poggiano sulla roccia, sparisce ogni stanchezza e ogni malavoglia. Una forza sconosciuta entra nel mio sangue, e più mi arrampico, più forte mi sento, e sempre più facili mi sembrano i passaggi.
(Emilio Comici)
La montagna ci offre la cornice. Tocca a noi inventare la storia che va con essa!
(Nicolas Helmbacher)
Le montagne d’estate: anche se sulle loro cime non c’è la neve, per via della stagione, guardandole si sente che la neve c’è stata e che tornerà. È come se uno percepisse la luce e anche il profumo di qualcosa che si è assentato solo un momento.
(Fabrizio Caramagna)
Con la montagna, ci si scopre canna, spinta a fare dei fori negli angoli giusti perché passi il soffio della vita e ne esca la più bella musica possibile.
(Lionel Daudet)
A chi mi chiede “Perchè vai in montagna?” rispondo: “Se me lo chiedi non lo saprai mai”.
(Ed Viesturs)
Gli uomini si incontrano e le montagne stanno ferme.
(proverbio)
Le montagne non sono stadi dove soddisfo la mia ambizione di arrivare. Sono cattedrali, grandiose e pure, i templi della mia religione.
(Anatoli Boukreev)
Non misurare mai l’altezza del monte prima d’aver raggiunto la cima. Allora vedrai quanto era basso.
(Dag Hammarskjöld)
La montagna è come un amore: se sei respinto, è meglio tornare indietro e non insistere.
(Christian Kuntner)
Per me alpinismo è viaggio di superficie, scambio tra due epidermidi, la roccia e le falangi delle dita. Alpinismo è per me aria aperta.
(Erri De Luca)
Anima, sii come la montagna: che quando tutta la valle è un grande lago di viola e i tocchi delle campane vi affiorano come bianche ninfee di suono, lei sola, in alto, si tende ad un muto colloquio col sole.
(Antonia Pozzi)
Difficoltà estrema, vuol dire al limite delle possibilità umane. Però è una parola elastica anche questa. Io non so se più di una volta o due in Montagna mi sentii impegnato fino alla mia possibilità ultima. Credo di aver quasi sempre superato i miei passaggi estremamente difficili pur sentendo di non aver dato tutto me stesso, ma avendo dietro di me ancora un certo margine di possibilità e una certa riserva di forze. Questo dovrebbe essere il modo più sicuro per andare in montagna.
(Emilio Comici)
Nessuno può dire di aver sentito il mormorio delle acque, se non ha sentito il concerto con il quale la montagna saluta la primavera.
(Arnold Lunn)
Di notte in montagna ci sono tre silenzi diversi: il silenzio delle cime, quello delle stelle, quello della neve. E insieme fanno un silenzio che non esiste in nessun altro luogo.
(Fabrizio Caramagna)
La montagna è per me un luogo deserto dove si vede il mondo com’era senza di noi e come sarà dopo. Quassù in Himalaya mancano pure gli animali, non vola un’ala in aria, non c’è un’orma sulla neve. Ci vengo perché qui si approfondisce il sentimento di essere estraneo, un intruso del mondo
(Erri De Luca)
Mi sono sentito sempre estremamente fragile davanti agli elementi della montagna: da un lato, uno scheletro con la carne intorno, dall’altro, forze su cui ci si strofina, la roccia, il ghiaccio, le tempeste.
(René Desmaison)
Belle sono le grandi avventure sulle pareti immense, in piena solitudine: la lotta silenziosa ha inizio; l’uomo, quando ha di fronte la natura, ha di fronte se stesso e la battaglia si sublima.
(Roberto Gervasutti)
Vado in montagna più per la paura di non vivere che per quella di morire.
(Ada Gobetti)
Una volta arrivati sulla vetta ci siamo voltati, e ci si è presentata una bellissima vista. L’atmosfera splendidamente chiara; il cielo azzurro intenso; le valli profonde; i profili selvaggiamente frastagliati; i cumuli di detriti ammassati nel corso dei secoli; le rocce dai colori vividi, in contrasto con le quiete montagne innevate; tutto questo insieme creava uno scenario che nessuno avrebbe potuto immaginare.
(Charles Darwin)
L’alpinista è un uomo che conduce il proprio corpo là dove un giorno i suoi occhi hanno guardato. E che ritorna.
(Gaston Rébuffat)
Il silenzio della montagna è ancora più bello quando gli uccelli sono in silenzio.
(Taisen Deshimaru)
Nella quiete della sera anche la grande montagna sembra ripiegare le sue ali
(Fabrizio Caramagna)
La forza della montagna è come la forza gravità sulla mia anima.
(Heather Day Gilbert)
Un uomo senza difetti è una montagna senza fessure. Non mi interessa.
(René Char)
Lassù provammo quel fascio quasi inestricabile di particolari sentimenti, che si suole chiamare il senso della vetta. Il mondo esterno, l’interno e il cosmico si compenetrano a vicenda.
(Eugene Guido Lammer)
Quando abbiamo camminato per due ore in una montagna, si è più intelligenti.
(Coline Serreau)
L’amore è un abbraccio soffice di cielo e di nuvole su una cima raggiunta col cuore in festa.
(Bianca di Beaco)
Io credetti e credo la lotta con l’Alpe utile come il lavoro, nobile come un’arte, bella come una fede.
(Guido Rey)
Una giornata bene impiegata nelle Alpi è come una grande sinfonia…
Ogni passo di un’ascensione ha una bellezza in se stesso.
(George Leigh Mallory)
Le montagne non sono l’assoluto, ma lo suggeriscono.
(Samivel)
Le montagne sono il principio e la fine di ogni scenario naturale.
(John Ruskin)
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Anche chi preferisce il mare alla montagna ha una vaga idea di quanto siano imponenti le montagne con la neve: in alcune zone del mondo, le cime raggiungono altitudini così irraggiungibili che vi è un’unica stagione, il clima non cambia mai. Di seguito alcune frasi sulla montagna sullo sfondo di immagini innevate, per goderne a pieno la poesia anche se si hanno i piedi per terra.
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Anche durante i mesi estivi la montagna offre panorami incantevoli. Un vantaggio rispetto all’inverno è soprattutto la presenza dei fiori di montagna, che scandiscono i loro profumi a distanza di chilometri. Ecco alcune immagini di montagna d’estate, nelle quali almeno si possono apprezzare i colori sgargianti.
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Irene Maria Dianda
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