Aforismi

Frasi di Sant’Agostino: 275 pensieri per rafforzare la fede

Sant’Agostino d’Ippona è uno dei massimi esponenti del pensiero cristiano. Le sue Confessioni, scritte prima dell’anno 1000, continuano ancora oggi a ispirare chiunque cerchi conforto nella fede. Leggi i tanti aforismi che abbiamo raccolto per te, per riflettere e magari condividere il pensiero del santo.

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Aforismi del Padre della Chiesa cattolica

Agostino d’Ippona è il santo che più ha divulgato il pensiero della chiesa cristiana. In questa raccolta di frasi Sant’Agostino infatti ha espresso la sua più profonda venerazione per la Chiesa, ha comunicato agli altri la sua più profonda fede verso il Signore, cercando di trasmettere il suo messaggio che, sia oggi sia nel corso delle epoche, ha sempre subito critiche e diffamazioni. Ecco dunque frasi famose di Sant’Agostino che parlano di amore, amicizia, carità, morte, molti aspetti della vita umana che meritano una degna riflessione.

Citazioni di Sant’Agostino, considerato il massimo pensatore cristiano

Nato a Tagaste in Algeria, di etnia berbera, Sant’Agostino è stato cresciuto ed educato dalla madre secondo gli insegnamenti della religione cristiana. Fin da piccolo infatti ha avvertito una profonda vicinanza alla chiesa cattolica, nonostante nella città in cui vivesse si professavano numerose religioni. Ecco frasi famose di Sant’Agostino la cui retorica, basata sull’amore, sulla filosofia e sull’altruismo, può arricchire una nostra riflessione quotidiana.

La tua preghiera è un discorso con Dio; quando leggi, Dio parla con te; quando preghi, tu parli con Dio.

Non uscire da te stesso, rientra in te: nell’intimo dell’uomo risiede la verità.

La simulazione dell’umiltà è peggiore della superbia.

Quando l’ordine delle cose viene sconvolto nel nostro mondo dall’iniquità degli uomini o dalla diversità delle nature carnali, i giusti sopportano il pervertimento temporale per possedere alla fine la felicità eterna assolutamente conforme all’ordine.

I ricchi: si vede bene quello che hanno, non si vede quello che loro manca.

Eppure gli uomini vanno ad ammirare le vette dei monti, le onde enormi del mare, le correnti amplissime dei fiumi, la circonferenza dell’oceano, le orbite degli astri, mentre trascurano se stessi.

È stato l’orgoglio che ha trasformato gli angeli in diavoli; è l’umiltà che rende gli uomini uguali agli angeli.

La fede consiste nella volontà di chi crede.

Se qualcosa non diminuisce se condivisa con altri, è posseduta male quando proprietà di uno solo e non viene mai condivisa.

Dio si conosce meglio nell’ignoranza.

Se non è rispettata la giustizia, che cosa sono gli stati se non delle grandi bande di ladri? Perché anche le bande dei briganti, che cosa sono se non dei piccoli stati?

Se mi viene data una formula e io non ne conosco il significato, non può insegnarmi nulla. Ma se so già cosa significa, che cosa può insegnarmi quella formula?

Io sono un enigma a me stesso.

Cos’è il tempo? Se nessuno me lo chiede, so di cosa si tratta. Se desidero spiegarlo a chi me lo chiede, allora non lo so.

Il gelo della carità è il silenzio del cuore; l’ardore della carità è il grido del cuore.

Giusta servitù e giusto dominio si ha quando le bestie sono sottomesse all’uomo e l’uomo ha il dominio sulle bestie.

La fede del cristiano è accompagnata dall’amore, la fede del demonio è senza amore.

L’iniquità può fiorire per qualche tempo, ma non può rimanere a lungo.

Alla saggezza appartiene la comprensione intellettuale delle cose eterne; alla conoscenza, la comprensione razionale delle cose temporali.

È meglio che i grammatici biasimino noi, piuttosto che la gente non comprenda.

Circa le verità da credere, nessun dubbio proveniente dalla mancanza di fede; circa le verità da comprendere, nessuna affermazione temeraria; in quelle dobbiamo attenerci alla verità, in queste si ha da indagare la verità.

Le parole scritte qui sono concetti. Devi sperimentarle attraverso le esperienze.

Poteva esserci misericordia verso di noi infelici maggiore di quella che indusse il Creatore a scendere dal cielo e a rivestirsi di un corpo mortale?

L’uomo più è altolocato più è avaro.

Usa amore per le persone e odio per i vizi.

Evidentemente proprio la speranza è necessaria nella situazione di pellegrini, è essa che dà conforto lungo la via.

Non sarà grande chi reputa gran cosa il fatto che cadono le costruzioni in legno e in pietra e che i mortali muoiono.

Lo spirito regge, la carne è retta: quello deve comandare, questa servire. C’è disordine in quella casa dove la carne comanda e lo spirito serve.

Colui che dice che non vi sarebbe potuta essere copulazione né generazione se non fosse stato per il peccato, si riduce a fare del peccato l’origine del sacro numero dei santi.

Cosa c’è di più insipido, di più insignificante di tutti i libri profetici, se li leggi senza scoprire in essi il Cristo?

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Lo credo perché è assurdo.

Ciò, quindi, non è Dio, se dici di averlo compreso. E se lo è, allora non puoi averlo davvero compreso.

Colui che canta prega due volte.

Io non crederei al Vangelo se non vi fossi costretto dall’autorità della chiesa.

Il pericolo per me è questo: fare attenzione alla vostra lode e chiudere gli occhi sulla vostra vita.

Percorri l’uomo per raggiungere Dio.

Se la rabbia è un’erbaccia, l’odio è l’albero.

Ma dove dimori nella mia memoria, Signore, dove vi dimori?

Se dunque è male edificare sulla sabbia, è male anche non edificare niente.

Interroga la bellezza della terra, la bellezza del mare, la bellezza dell’aria diffusa e soffusa. Interroga la bellezza del cielo, l’ordine delle stelle, il sole che col suo splendore rischiara il giorno; interroga la luna che col suo chiarore modera le tenebre della notte. Interroga le fiere che si muovono nell’acqua, che camminano sulla terra, che volano nell’aria, interrogali! Tutti ti risponderanno: guardaci: siamo belli! Questa bellezza mutevole chi l’ha creata se non la bellezza immutabile?

Lo spirito ora sa, ora non sa; ricorda e dimentica; vuole ciò che prima non voleva, non vuole ciò che prima voleva.

Una madre avrà nel regno dei cieli un posto inferiore a quello della figlia vergine.

I miracoli non sono contrari alla natura, ma solo contrari a ciò che sappiamo della natura.

Odiare è come bere veleno sperando che un altro muoia.

Egli dunque andava a se stesso attraverso se stesso. Noi andiamo a lui per mezzo di lui o meglio, andiamo al Padre sia lui che noi.

Credi per comprendere, comprendi per credere.

La saggezza e la follia sono come carne fresca e carne rancida, e le parole colte e le parole semplici sono come ceramiche pregiate e piatti rustici. Entrambi i tipi di cibo possono essere serviti in entrambi i tipi di piatto.

Talvolta chi è troppo perverso d’animo teme di capire, per non essere costretto a mettere in pratica ciò che può avere capito.

Che la tua vita non proferisca testimonianza contrastante con la tua lingua.

Senza giustizia non può esserci associazione di uomini basata sul riconoscimento dei diritti.

Chi conosce la verità, la conosce, e chi la conosce, conosce l’eternità.

Io esisto, so e voglio, esisto sapendo e volendo, so di esistere e volere, voglio esistere e sapere.

Grande è questa potenza della memoria, troppo grande, un santuario vasto, infinito. Chi giunse mai al suo fondo? E tuttavia è una facoltà del mio spirito, connessa alla mia natura.

Gli uomini sono troppo deboli per trovare la verità con la sola ragione.

L’anima vive evitando le cose che cercando muore.

Dio delle misericordie aiuta chi studia, e in chi cerca la verità accendi la luce interiore.

Forse potremmo riuscire a raccogliere il nostro spirito dal molteplice all’uno, e riportarlo all’unità sottraendolo alla dispersione.

La generosità nella comunità cristiana è un vero cammino di conversione.

Dio dovunque nascosto e dovunque palese. Colui che a nessuno è permesso di conoscere così com’è e che a nessuno è concesso d’ignorare.

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Chi meglio dà, maggiormente riceve.

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Sant’Agostino e l’amore: la caratteristica più nobile di Dio

Si dice che il padre di Sant’Agostino tradisse la moglie. Probabilmente per questo, il Santo ha sempre fatto una distinzione tra corpo e anima, cioè tra il male che può danneggiare fisicamente e il male morale a discapito dell’anima. All’epoca si pensava che le disgrazie fossero una punizione per comportamenti pessimi ma Sant’Agostino elabora il proprio credo personale: Dio è al centro di ogni atto d’amore. Ecco allora frasi di Sant’Agostino sull’amore assieme ad alcune frasi sulle donne, concetti che forse al giorno d’oggi non siamo più abituati a concepire.

Chi meglio dà, maggiormente riceve.

Ascolta l’altro lato.

Il ringraziamento è il primo dei nostri doveri.

La gente viaggia per meravigliarsi dinnanzi all’altezza delle montagne, alle enormi onde del mare, ai lunghi corsi dei fiumi, alla vastità dell’oceano, al movimento circolare delle stelle; e passano davanti a se stessi senza nemmeno accorgersene.

Sono tempi cattivi, dicono gli uomini. Vivano bene ed i tempi saranno buoni.

L’amore uccide ciò che siamo stati perché si possa essere ciò che non eravamo.

Il mondo è come un grande libro. E chi non si sposta dalla propria casa legge solo una pagina.

Sei è un numero perfetto di per sé, e non perché Dio ha creato il mondo in sei giorni; piuttosto è vero il contrario. Dio ha creato il mondo in sei giorni perché questo numero è perfetto, e rimarrebbe perfetto anche se l’opera dei sei giorni non fosse esistita.

Ama e persevera nell’amore; non defrauderò il tuo amore, io che ho mondato il tuo cuore.

Dio fornisce il vento, ma è l’uomo che deve issare le vele.

Se credi ciò che ti piace dei vangeli, e rifiuti quello che non ti piace, non è nei vangeli che credi, ma in te stesso.

Ama e fa ciò che vuoi; sia che tu taccia, taci per amore; sia che tu parli, parla per amore; sia che tu corregga, correggi per amore; sia che perdoni, perdona per amore. Sia in te la radice dell’amore, poiché da questa radice non può procedere se non il bene.

Sii sincero giovane amico, se l’amore sarà forte ogni destino vi farà sorridere.

La perfezione stessa di un uomo è saper comprendere e accettare le proprie imperfezioni.

La misura dell’amore è amare senza misura.

La virtù spirituale di un sacramento è come la luce: sebbene passi tra gli impuri, non ne viene inquinata.

Nel momento in cui mi dà timore l’essere per voi, mi consola il fatto d’essere con voi.

L’amore non si vede in un luogo e non si cerca con gli occhi del corpo. Non si odono le sue parole e quando viene a te non si odono i suoi passi.

Che aspetto ha l’amore? Ha le mani per aiutare gli altri. Ha i piedi per camminare incontro i poveri e i bisognosi. Ha gli occhi per vedere la sofferenza e il bisogno. Ha le orecchie per ascoltare i sospiri e i dolori degli uomini. Ecco come appare l’amore.

Dio ama ognuno di noi come se fossimo unici e irripetibili.

Ogni amore o ascende o discende; dipende dal desiderio: se è buono ci innalziamo a Dio, se è cattivo precipitiamo nell’abisso.

Ama il peccatore e odia il peccato.

Esercitate la carità: dolce e salutare vincolo delle anime.

Tardi ti ho amato, bellezza così antica e così nuova, tardi ti ho amato. Tu eri dentro di me, e io fuori. E là ti cercavo. Deforme, mi gettavo sulle belle forme delle tue creature. Tu eri con me, ma io non ero con te. Mi tenevano lontano da te quelle creature che non esisterebbero se non esistessero in te. Mi hai chiamato e il tuo grido ha squarciato la mia sordità. Hai mandato un baleno, e il tuo splendore ha dissipato la mia cecità. Hai effuso il tuo profumo; l’ho aspirato e ora anelo a te.

Come l’amore cresce dentro di te, così cresce la bellezza. Perché l’amore è la bellezza dell’anima.

Davanti a Te sta la mia forza e la mia debolezza: conserva quella, guarisci questa.

Rinunciare: l’eroismo della mediocrità.

Non uscir fuori, torna in te stesso: è nell’uomo interiore che abita la verità.

Aspiri a grandi cose? Inizia con i piccoli gesti.

Ama ed egli si avvicinerà, ama ed egli abiterà in te.

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Amate gli erranti uccidendo gli errori.

Le opere buone debbono essere fatte non per timore ma per amore, non per paura della pena ma per la diletto della giustizia. Infatti proprio in questo diletto consiste la vera e sana libertà.

Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare; parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato. Non cambiare tono di voce, non assumere un’aria solenne o triste. Continua a ridere di quello che ci faceva ridere, di quelle piccole cose che tanto ci piacevano quando eravamo insieme. Prega, sorridi, pensami!

La facoltà della memoria è grandiosa. Ispira quasi un senso di terrore, Dio mio, la sua infinita e profonda complessità. E ciò è lo spirito, e ciò sono io stesso.

Lo spirito è immagine di Dio in quanto è capace di Dio e può essere partecipe di lui. Ecco dunque che lo spirito si ricorda di sé, si comprende, si ama.

Vuoi innalzarti? Inizia scendendo. Stai progettando una torre che squarci le nuvole? Poni innanzitutto le basi dell’umiltà.

Giovane amico, se ami questo è il miracolo della vita. Entra nel sogno con occhi aperti e vivilo con amore fermo. Il sogno non vissuto è una stella da lasciare in cielo.

La volontà sta alla grazia come il cavallo alla corsa.

La speranza ha due bellissime figlie. I loro nomi sono rabbia e coraggio: rabbia per come stanno le cose e coraggio per cambiarle.

Chi non vede la meta del suo cammino, si attacchi alla croce ed essa lo porterà.

Chi è pieno di amore è pieno di Dio stesso.

Sì, dalla volontà perversa si genera la passione, e l’ubbidienza alla passione genera l’abitudine, e l’acquiescenza all’abitudine genera la necessità.

La pazienza è la compagna della saggezza.

Dunque il futuro, inesistente, non è lungo, ma un lungo futuro è l’attesa lunga di un futuro. Così non è lungo il passato, inesistente, ma un lungo passato è la memoria lunga di un passato.

La donna è un animale né saldo né costante; è maligna e mira ad umiliare il marito, è piena di cattiveria e principio di ogni lite e guerra, via e cammino di tutte le iniquità.

Nulla ha il potere di trascinare tanto in basso lo spirito di un uomo quanto le carezze di una donna e quel rapporto fisico che fa parte del matrimonio.

Non può esserci dubbio che è più consono all’ordine della natura che l’uomo domini sulla donna, piuttosto che la donna sull’uomo. Questo è il principio che emerge quando Paolo l’apostolo dice: la testa della donna è l’uomo. Mogli, siate sottomesse ai vostri mariti. Anche l’apostolo Pietro scrive: Sara obbediva ad Abramo, chiamandolo padrone.

La fede è credere a ciò che non vedi; la ricompensa della fede è vedere ciò in cui credi.

Tu sai che cosa desideri, ma Egli solo sa che cosa ti giova.

La bellezza cresce in te nella misura in cui cresce l’amore, perché la carità stessa è la bellezza dell’anima.

Ama la tua donna senza chiedere altro all’infuori dell’eterna domanda che fa vivere di nostalgia i vecchi cuori. Ma ricordati che più ti amerà e meno te lo saprà dire. Guardala negli occhi affinché le dita si vincolino con il disperato desiderio di unirsi ancora; e le mani e gli occhi dicano le sicure promesse del vostro domani.

Togli le prostitute dalla società e ogni cosa verrà sconvolta dalla libidine.

Chi ama veramente la pace, ama anche i nemici della pace.

Ciò che amo, quando amo il mio Dio.

La tua sposa, tua compagna di quell’ignoto cammino che è la vita, amala e difendila, poiché domani ti potrà essere di rifugio. Amala come il sole che invochi al mattino. Rispettala come un fiore che aspetta la luce dell’amore. Sii questo per lei, e poiché questo deve essere lei per te, ringraziate insieme Dio, che vi ha concesso la grazia più luminosa della vita!

La felicità è desiderare quello che si ha.

Il luogo della quiete imperturbabile è dove amore non conosce abbandoni, se lui per primo non abbandona.

Per amore del tuo amore m’induco a tanto.

Tra gli uomini vige anche l’ordine della natura per cui le donne siano soggette ai mariti e i figli ai genitori, poiché anche in questo caso è giusto che la ragione più debole sia soggetta alla più forte. Riguardo perciò al comandare e al servire, è evidentemente giusto che coloro i quali sono superiori quanto alla ragione siano superiori anche quanto al comando.

Dammi quello che comandi, comandami quello che vuoi.

Tu, anima sublime e sublime creatura, che partecipi della natura divina, perché cercare al di fuori di ciò che è in te, più te stessa di te?

O uomo, puoi fuggire lontano da tutto ciò che vuoi, ma non dalla tua coscienza.

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Chi non è geloso non ama.

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Frasi di Sant’Agostino nelle immagini

Di seguito alcune immagini con frasi di Sant’Agostino da poter scaricare e tenere sempre con sé. Le citazioni di Sant’Agostino sono talmente potenti e confortanti che sono perfette da inserire in un’immagine. Immagini e parole spesso convolano a nozze poiché le une supportano le altre nell’immaginazione. Queste frasi di Sant’Agostino rappresentano dei buoni consigli e sono perfette per ogni momento. Cercare conforto nelle citazioni di Sant’Agostino può essere uno stratagemma per risparmiare una seduta di analisi.

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Non buttare via le briciole: ci sono creature che vivono anche di quelle.

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Un cuore integro è meglio di una grande testa.

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La vera preghiera non è nella voce ma nel cuore.

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L’astinenza perfetta è più facile della perfetta moderazione.

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La verità è come un leone: non avrai bisogno di difenderla. Lasciala libera, si difenderà da sola.

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Non ti accorgi che hai perso quello che non hai donato?

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L’uomo fluttua tra la presunzione e la disperazione.

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Dove si è conosciuta la gioia per desiderarla così tanto?

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Scegli che cosa amare e il resto verrà.

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La massa non dev’essere seguita.

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Non sarei cristiano senza i miracoli.

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Essere calmo e capire: perché ti preoccupi e dentro di te attenui la luce?

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Nessuno più sociale dell’uomo per natura, nessuno più antisociale per vizio.

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Preferisco ciò che ho a ciò che spero.

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La causa è finita: voglia il cielo che una buona volta finisca anche l’errore!

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Frasi di Sant’Agostino sulla morte: le citazioni più toccanti

Così come l’amore verso il Signore, gli aforismi di Sant’Agostino toccano uno dei temi più delicati della vita umana, la morte. Nella nostra cultura spesso e volentieri non si sa come esprimere le proprie frasi di condoglianze in un’occasione che uno spera di rimandare sempre. Dipende da fattori come per esempio la vicinanza al defunto, i rapporti con i parenti, dinamiche familiari che nel corso della vita possono andare di pari passo oppure incontro a discordie o dissensi difficili da appianare. Ecco alcune frasi ricordo per defunti di Sant’Agostino, per un valido aiuto nel trovare quella parola che in quelle situazioni rimane strozzata in gola.

I tempi sono tre: presente del passato, presente del presente, presente del futuro. Questi tre tempi sono nella mia anima e non li vedo altrove. Il presente del passato che è la storia, il presente del presente che è la visione, il presente del futuro che è l’attesa.

Non è indolore la perdita delle cose possedute con amore.

Allora udrò la voce della tua lode e contemplerò le tue delizie, che non vengono né passano. Ora i miei anni trascorrono fra gemiti, e il mio conforto sei tu, Signore, padre mio eterno.

Non si perdono mai coloro che amiamo, perché possiamo amarli in Colui che non si può perdere.

Fuggo la paglia, per non essere anch’io paglia; non fuggo dall’aia, per non essere nulla.

La morte non è niente. Sono solamente passato dall’altra parte: è come fossi nascosto nella stanza accanto. Io sono sempre io e tu sei sempre tu. Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora.

Il modo in cui lo spirito è unito al corpo non può essere compreso dall’uomo, e tuttavia in questa unione consiste l’uomo.

Come l’anima è la vita del corpo, così Dio è la vita dell’anima. Poiché quindi il corpo perisce quando l’anima lo lascia, così l’anima muore quando Dio si allontana da essa.

Un pranzo cattivo che andasse per le lunghe nessuno lo tollererebbe, una vita cattiva quasi tutti la desiderano. Certo, se vivere è un gran dono, questo dono grande sia speso bene.

Le lacrime sono il sangue dell’anima.

Se vivessimo rettamente tutti i giorni, anche qui avremmo giorni felici.

Perfino Adamo, anche se morisse appena oggi, avrebbe vissuto pochi giorni, perché li ha pur finiti tutti.

Rivolgano lo sguardo a se stessi, scendano dentro di sé, si esaminino attentamente. Dentro di sé trovano giorni cattivi. Non vorrebbero la guerra ma la pace. Chi non ha questo desiderio? Eppure, pur detestando tutti la guerra e volendo tutti la pace, anche colui che vive nella giustizia trova in se stesso la guerra. L’uomo fugge ma dovunque vada si trasmette appresso la sua guerra.

Cercando te, Dio mio, io cerco la felicità della mia vita. Ti cercherò dunque poiché l’anima mia vive di te.

Dando te stesso, come potresti temere di perderti? Al contrario, ti perderesti rifiutando di darti.

Non dunque per il fatto che vi parlo da un luogo posto più in alto, io sono vostro maestro.

Dove fuggirà l’uomo da se stesso? Dovunque fuggirà trascina se stesso dietro di sé; e dovunque trascinerà se stesso in tali condizioni, da se medesimo si tormenta. Queste sono le tribolazioni che gravemente tormentano l’uomo, non ve ne sono di più gravi: non ve ne sono di più gravi, perché non ve ne sono di più intime.

Se ami la vita e temi la morte, questo stesso timore della morte è come un inverno quotidiano.

Le cose temporali sono oggetto di continua speranza, eppure le cose sperate v’ingannano ad ogni istante; non cessano d’infiammarvi, se previste; di corrompervi, se presenti; di tormentarvi, se passano.

La prima via è l’umiltà, la seconda l’umiltà, la terza l’umiltà, e quante volte me lo chiederai, tante volte risponderò la stessa cosa.

Che io possa essere ragionevolmente felice in questa vita, e infinitamente felice con Lui per sempre nella prossima.

Vita, che hai dato morte alla morte!

Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima: pronuncialo senza la minima traccia d’ombra o di tristezza.

Dio è più addentro del tuo stesso cuore. Dovunque fuggirai è là.

Alla morte che gli proponeva il diavolo, l’uomo non sarebbe giunto per costrizione violenta; il diavolo infatti non aveva il potere di costringerlo, ma solo l’astuzia per ingannarlo.

Quelli che ci hanno lasciato non sono assenti, sono invisibili, tengono i loro occhi pieni di gloria fissi nei nostri pieni di lacrime.

Felice non si può dire né chi non ha ciò che ama, qualunque cosa essa sia, né chi ha ciò che ama, se essa è nociva.

Il corpo emigra cambiando luogo, l’anima muovendosi con l’affetto.

Cercate la felicità nella regione della morte: non è lì. Come essere felici dove non c’è vita? Dovete scendere per salire fino a Dio.

Tutto il nostro impegno in questa vita consiste nel guarire l’occhio del cuore per arrivare a vedere Dio.

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L’orrore per la morte non nasce dalla fantasia ma dalla natura.

Chi può dubitare di vivere, di ricordare, di intendere, di volere, di pensare, di sapere, di giudicare? Anche se dubita, vive; se dubita, ricorda da dove nasce il suo dubbio; se dubita, vuole arrivare alla certezza; se dubita, pensa; se dubita, sa di non sapere; se dubita, giudica di non dover acconsentire sconsideratamente. Dunque chiunque dubita di altre cose, non deve però dubitare di queste, perché, se non esistessero, non potrebbe più dubitare di nulla.

Questa vita terrena non merita di essere amata, ma soltanto tollerata, per esercitare la pazienza.

Rifiuta di attaccarti al mondo invecchiato, non di ringiovanire nella persona del Cristo che ti dice: il mondo perisce, il mondo invecchia, il mondo vien meno, soffre l’usura della vecchiaia, non temere, la tua giovinezza si rinnoverà come quella dell’aquila.

Coloro che amiamo e che abbiamo perduto non sono più dove erano ma sono dovunque noi siamo.

Quanto sarebbe meglio se tutti sapessimo tutto e nessuno dovesse far da maestro agli altri.

I cristiani sanno che è stata di gran lunga migliore la morte del povero credente, tra i cani che lo leccavano, di quella del ricco miscredente nella porpora e nel bisso.

Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista? Non sono lontano, sono dall’altra parte, proprio dietro l’angolo. Rassicurati, va tutto bene.

È talmente precaria la condizione dell’anima nel corpo corruttibile, che non è più facile vivere che morire.

Non l’abbiamo perduto, egli dimora prima di noi nella luce di Dio.

Come uscirai da questa vita, così sarai per sempre in quella vita.

Siamo uomini che ci portiamo dietro il peso della carne nel cammino di questa vita. Quanto c’è in noi di mortale e di corruttibile appesantisce l’anima.

È uscita dalla vita ma non dalla nostra vita. Come potremmo credere morta colei che è tanto viva nei nostri cuori?

È la risurrezione dai morti a distinguere la vita della nostra fede da coloro che muoiono senza fede.

Con la sua morte, l’unico sacrificio assolutamente vero offerto per noi, tutto ciò che c’era in noi di colpevole, Egli ha pulito, abolito, estinto.

Non piangete la sua assenza, sentitevi vicino e parlategli ancora. Vi amerà dal Cielo come vi ha amati sulla terra.

La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto: è la stessa di prima, c’è una continuità che non si spezza.

Come sogliono cantare i viandanti, canta ma cammina; cantando consolati della fatica, ma non amare la pigrizia. Canta e cammina!

Una lacrima per i defunti evapora. Un fiore sulla loro tomba appassisce. Una preghiera per la loro anima la raccoglie Iddio.

Ritroverai il mio cuore, ne ritroverai la tenerezza purificata. Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami: il tuo sorriso è la mia pace.

Quale peggiore causa di morte può darsi per l’anima che la libertà dell’errore?

Ci hai fatti per te, Signore, e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in te.

Nelle tue battaglie, nei tuoi momenti di sconforto e di solitudine, pensa a questa meravigliosa casa, dove non esiste la morte, dove ci disseteremo insieme, nel trasporto più intenso alla fonte inesauribile dell’amore e della felicità. Non piangere più, se veramente mi ami!

Lo Spirito è eternamente dono, ma temporalmente donato.

Ci hai fatti per Te, Signore, e il nostro cuore non ha pace finché non riposi in Te.

Insegnami la dolcezza ispirandomi la carità, insegnami la disciplina dandomi la pazienza e insegnami la scienza illuminandomi la mente.

Non piangete, sarò l’angelo invisibile della famiglia. Dio non saprà negarmi niente quando io pregherò per voi.

Dio ti ha creato senza interpellarti, ma non ti salva se non c’è il tuo consenso.

Chi mi farà riposare in te, chi ti farà venire nel mio cuore a inebriarlo? Allora dimenticherei i miei mali e il mio unico bene, e abbraccerei te!

Gli uomini privi di speranza, quanto meno badano ai propri peccati tanto più si occupano di quelli altrui. Infatti cercano non che cosa correggere, ma che cosa biasimare.

La sua morte lascia nel nostro cuore una piaga profonda. Noi ti abbiamo supplicato, oh Signore, di prolungare i suoi giorni. Tu gli hai dato il riposo eterno, il Tuo Santo Nome sia benedetto.

Il riposo e il senso della nostra esistenza si vedranno saziati solo da Dio.

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Non possiamo vivere quanto vogliamo, e moriamo anche se non vogliamo.

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Le citazioni più celebri del “Dottore della Grazia”

L’amicizia è uno degli altri aspetti trattati da Sant’Agostino. Come uno dei comportamenti più naturali per manifestare altruismo, l’amicizia professata dal santo parla infatti di sentimenti puri, liberi da ogni tratto negativo che possa traviare l’uomo dagli insegnamenti di Dio, il grande maestro di Sant’Agostino. Ecco alcune frasi celebri di Sant’Agostino, con particolare riferimento a frasi di Sant’Agostino sull’amicizia.

L’amicizia non è vera amicizia se manca il collante della carità.

Dio ci forma attraverso gli altri: la responsabilità dell’amore incondizionato.

Un tale è sospettato che sia un nemico, ed è, forse, un amico; un altro sembra essere amico, e forse è un nemico nascosto. Che buio!

Nessuno può essere veramente amico dell’uomo se non è innanzi tutto amico della verità.

Come gli amici corrompono con le loro adulazioni, così i nemici per lo più correggono con le loro offese.

Quando parlo per il bene di te stesso, sarò tanto più franco quanto più ti sono amico, poiché ti sarò tanto più amico quanto più ti sarò leale.

Anche i poveri hanno di che aiutarsi gli uni gli altri: uno può prestare le sue gambe allo zoppo, l’altro gli occhi al cieco per guidarlo; un altro ancora può visitare i malati.

La vera amicizia non dev’essere misurata sui vantaggi temporali ma valutata alla stregua di un amore puro e disinteressato.

In ogni situazione umana, nulla ci è amico senza un amico.

L’amicizia non è vera se non sei tu a cementarla tra coloro che aderiscono a te, con la carità dello Spirito Santo, che hai effuso nei nostri cuori.

Beato chi ama te e l’amico in te e il nemico per te. Non perde nessuna persona cara solo colui al quale sono tutti cari nell’unico che non si può perdere, te.

Il sogno, la poesia, l’ottimismo aiutano la realtà più di ogni altro mezzo a disposizione.

Oh amicizia veramente nemica, seduzione insondabile della mente. Si dice: andiamo, facciamo! E ci si vergogna di non essere svergognati.

Come gli amici adulando pervertono, così i nemici con i rimproveri molte volte correggono.

Ama veramente il suo amico colui che nel suo amico ama Dio, o perché Dio vive in lui o perché Dio viva in lui. Questo è il vero amore: se amiamo per altro motivo, il nostro è più odio che amore.

Solo tu, oh Dio, annodi la vera amicizia fra le persone che sono a te strette col vincolo dell’amore. E questo amore diffondi nei nostri cuori ad opera dello Spirito Santo che ci hai dato.

Il cuore non si innalza come si alza un corpo. Per alzare un corpo, basta cambiargli posto; per alzare il cuore, basta cambiare la volontà.

Esiste una amicizia di benevolenza per la quale a volte noi offriamo dei doni a quelli che amiamo. E se non ci fosse nulla da donare? A chi ama, basta la sola benevolenza.

La corona della vittoria non si promette se non a coloro che combattono.

L’amicizia, quindi, ha il suo principio nel coniuge e nei figli e si apre agli altri uomini.

Non è possibile che possa esserci piena e vera intesa amicizia tra amici che dissentono sulle cose di Dio.

Infatti, ciascuno è ciò che ama. Ami la terra? Sarai terra. Ami Dio? Che cosa devo dire? Che tu sarai Dio? Io non oso dirlo per conto mio. Ascoltiamo piuttosto le Scritture.

Dio vuole che il suo dono diventi nostra conquista.

Ogni uomo è prossimo ad ogni uomo. Rivolgiti alla natura. È uno sconosciuto? È un uomo. È un avversario? È un uomo. È un nemico? È un uomo. È un amico? Resti amico. È un avversario? Diventi amico.

La consuetudine che da certuni non a torto è detta una seconda natura.

Cos’altro è appunto l’amicizia, che non trae il nome se non dall’amore e non è fedele se non nel Cristo, nel quale soltanto può essere anche eterna e felice?

Talora gli uomini si arrecano moltissimo danno quando temono di offendere altri.

Non solo i buoni amici hanno molta influenza per il bene ma l’hanno anche i cattivi amici per il male.

Beato chi ama Dio, l’amico in Dio, il nemico a causa di Dio.

L’amicizia è il perfetto accordo su tutte le cose divine e umane, accompagnato da benevolo affetto.

Era chiaro per me che una dottrina univoca dell’apocatastasi era inconciliabile con la teologia cristiana, ma mi sembrava pure che la certezza agostiniana di un inferno popolato non era biblica.

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L’amicizia è volere il bene di uno per lui stesso, ed essere da lui ricambiato allo stesso modo.

In questo mondo solo due cose sono necessarie: la salute e l’amico; queste le cose di grande importanza, quelle che non dobbiamo disprezzare. La salute e l’amico sono beni propri della natura umana.

Il nome appunto o i nomi anch’essi credettero bene di doverli tacere ancora, perché continuando a vivere l’amicizia degli amici venisse a morire piuttosto l’errore degli amici.

Nella conversione avviene la purificazione dell’occhio interiore, quando si escludono le cose che si bramano temporalmente.

Il Signore, per farci disprezzare l’amicizia dei potenti a pro della nostra salvezza, non volle prima scegliere i senatori, ma i pescatori.

Con quanta carità dobbiamo essere molesti ai nostri amici per poter vivere con loro non pochi giorni in questo mondo ma in eterno con Dio?

State attenti a non riporre la vostra fiducia sul denaro, sulle amicizie umane e sugli onori o le vanità del secolo.

Ma se vuoi essere pacificatore tra due tuoi amici che sono in discordia, comincia da te stesso ad essere pacifico: devi mettere in pace te stesso interiormente, dove forse sei in lotta quotidiana con te stesso.

La natura umana è qualcosa di sociale e anche la forza dell’amicizia è un grande bene che Egli possiede come innato.

Per me è naturale abbandonarmi tutto all’affetto dei miei amici più intimi, soprattutto quando sono angosciato dagli scandali del mondo; nel loro cuore riposo senza alcuna preoccupazione: sento che lì c’è Dio nel quale mi abbandono sicuro, e nel quale sicuro riposo.

Felice chi ama Te, o Dio, l’amico in Te, il nemico per Te. L’unico a non perdere mai un essere caro è colui che li fa tutti cari in Colui che non è mai perduto.

Quando ci si vuol bene, tra chi parla e chi ascolta c’è una comunione profonda, si vive quasi gli uni negli altri, e chi ascolta si identifica in chi parla e chi parla in chi ascolta.

Quando illustriamo a qualcuno il panorama di una città o di un paesaggio è come se lo vedessimo per la prima volta anche noi. E ciò è tanto più quanto più siamo amici: perché l’amicizia ci fa sentir di nuovo dal di dentro quel che provano i nostri amici.

Di’ questo al tuo amico: “Che razza di uomo sei, se trascuri Colui che ti ha fatto e adori l’idolo fatto da te?”

Se ci angustiasse la povertà, se ci addolorasse il lutto, se ci rendesse inquieti un malanno fisico, se ci tormentasse qualche altra calamità ma ci fossero vicine delle persone buone, allora verrebbero lenite in grandissima parte le amarezze, alleviati gli affanni, superate le avversità.

Tra le persone più care può avvenire che, nel discutere insieme le nostre opinioni su qualche argomento, si manifestino delle divergenze di vedute. Ma non ne soffre la sincerità: uno dei requisiti dell’amicizia non genera mai odio.

Sei amico della pace? Allora sta interiormente tranquillo con la tua amata. Elimina i litigi, volgiti alla preghiera. A chi non ama la pace e vuol litigare, rispondi con tutta pace: “Dì quello che vuoi, odia quanto vuoi, detesta quanto ti pare, sei sempre mio fratello. Buono, cattivo, volente, nolente, sei sempre mio fratello”.

Non amare il vizio per l’amore che devi all’uomo; non odiare l’uomo a motivo del suo vizio. L’uomo è il tuo prossimo, il vizio è un nemico del tuo prossimo. Chi è amico della malattia è nemico del medico.

Quando qualcuno offende un mio fratello in mia presenza, mai penserò che quell’offesa non riguardi anche me. L’offesa la fa proprio a me, anzi anche maggiore credendo che mi piaccia ciò che egli fa.

Qualsiasi evento storico, per quanto nefasto possa essere, è sempre posto su di una via che porta al positivo, ha sempre un significato costruttivo.

Molto spesso, gli amici, con l’adulazione delle nostre qualità ci pervertono, mentre i nemici, criticando i nostri difetti, ottengono il risultato di rettificarci.

Noi seguiamo questa regola apostolica trasmessaci dai Padri: se troviamo qualcosa di vero anche negli uomini malvagi, ne correggiamo la malvagità.

Verità, le tue risposte sono chiare ma non tutti le odono chiaramente. Ognuno ti consulta su ciò che vuole, ma non sempre ode la risposta che vuole.

Una sostanza collettiva è di ognuno, e tutte le sostanze sono di tutti.

Tutti i beni che possediamo, se messi in comune, costituiscono un patrimonio solo.

Nella medesima persona emendiamo gli errori a partire dalle verità da lui ammesse, evitando di distruggere le cose vere con la critica di quelle false.

L’uomo che non si illude è assennato a suo danno.

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Bene fu definito da un tale il suo amico: la metà dell’anima sua.

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Le Confessioni di Sant’Agostino: frasi con immagini

Ancora una ricca scelta di frasi di Sant’Agostino, in questo paragrafo dedicate principalmente alla venerazione per il Signore. L’amore per il Dio cristiano è sempre stato presente in Sant’Agostino. Ha espresso il desiderio di battezzarsi da bambino per dimostrare la sua profonda venerazione verso la chiesa. Durante l’adolescenza, considerava pericoli tutte le tentazioni della città. Ecco frasi da Le Confessioni di Sant’Agostino, la sua opera letteraria più importante raccolte in immagini da condividere.

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I tempi di conversione sono i tempi di Dio.

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Ti ho gustato, e ora ho fame e sete di te. Mi hai toccato, e ora ardo dal desiderio della tua pace.

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Dio chiama sempre, cerca sempre e si incarica personalmente di ciascuno di noi.

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Sotto il lavorio della tua mano, Signore, ora il mio cuore lentamente prende forma.

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Dio conosce il più profondo del nostro essere: lo ha modellato con le proprie mani.

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Chiedere a Dio significa anche essere disposti ad ascoltare e a ricevere ciò che Egli ci dà. Non sbaglia mai.

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O bontà onnipotente, che ti prendi cura di ciascuno di noi come se avessi solo noi da curare, e di tutti come di ciascuno!

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Dio ci forma attraverso altri con la responsabilità dell’amore incondizionato.

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Dio è la nostra unica consolazione di fronte alla morte.

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La misericordia di Dio è infinita. Non stanchiamoci mai di chiedere perdono.

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Trovano Dio solo gli umili, i più piccoli.

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La Tua mano era accostata a me, mi avrebbe tolto e levato dal fango. E io lo ignoravo.

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Dio volge lo sguardo sugli umili, non si rivela ai superbi neppure se con la loro curiosa destrezza sanno calcolare le stelle e l’arena, misurare gli spazi siderei ed esplorare le piste degli astri.

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La nostra casa non precipita durante la nostra assenza: è la tua eternità.

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La morte non è la fine: la vera vita è accanto a Dio.

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Irene Maria Dianda

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