Frasi di Charlie Chaplin: 193 aforismi famosi, citazioni e pensieri del comico che ha fatto la storia della recitazione

Frasi di Charlie Chaplin: 193 aforismi famosi, citazioni e pensieri del comico che ha fatto la storia della recitazione

Charlie Chaplin: frasi pronunciate da questo incredibile artista

Chi è Charlie Chaplin? Probabilmente questo nome vi suonerà familiare, famoso comico, attore, ma anche un regista, nonché produttore cinematografico e sceneggiatore britannico. È vissuto tra il 1889 e il 1977, avendo un ruolo di grande rilievo nel mondo cinematografico di quegli anni. Per tale ragione le sue pellicole hanno ancora un certo fascino per il pubblico di tutte le età, e possiamo certamente affermare che ha fatto scuola con il suo modo assolutamente geniale di unire la comicità con la riflessione profonda. Scopriamo perciò qualcosa in più e leggiamo le frasi di Charlie Chaplin che possono darci un’idea del suo pensiero sulla vita, il sorriso, l’amore, la recitazione, il cinema, la politica e non solo.

Aforismi di Charlie Chaplin: le parole più famose

Come vi abbiamo anticipato, Charlie Chaplin è riuscito a coniugare, nel suo cinema muto, la comicità al sentimentalismo, trattando tematiche di grande spessore. Il personaggio che gli ha dato visibilità a livello mondiale è di sicuro Charlot. Quest’ultimo rappresenta le persone che rimangono ai margini della società in un periodo caratterizzato dal progresso dal punto di vista industriale e finanziario. Insomma, il suo pensiero è di certo innovativo e per tale ragione sono tanti gli aforismi di Charlie Chaplin che possono offrire spunti di riflessione. Di seguito abbiamo raccolto queste massime, frasi più o meno brevi ma sicuramente celebri.

La vita è meravigliosa, se non se ne ha paura. Tutto quel che ci vuole è coraggio, immaginazione e… un po’ di soldi.

La semplicità è una dote difficile da conquistare.

Rimango solo una cosa, un pagliaccio. Mi pone su un piano molto più alto di qualsiasi politico.

Il suono annichila la grande bellezza del silenzio.

La vita ha smesso di essere una barzelletta per me; non la trovo divertente.

La vera felicità è qualcosa di molto vicino alla tristezza.

Non aver mai paura di uno scontro. Anche quando i pianeti collidono, dal caos nasce una stella.

Per ridere veramente, devi essere in grado di sopportare il tuo dolore e giocarci.

Alla luce del nostro ego, siamo tutti dei re detronizzati.

Non vedrai mai un arcobaleno se guardi verso il basso.

Ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà difficile che incontri qualcuno al quale tu possa piacere così come sei! Quindi vivi, fai quello che ti dice il cuore, la vita è come un’opera di teatro, che non ha prove iniziali: canta, balla, ridi e vivi intensamente ogni giorno della tua vita prima che l’opera finisca senza applausi.

Io non credo, né mi rifiuto di credere, in nulla.

Pensiamo troppo e ci sentiamo troppo piccoli.

Sono ciò che sono: un individuo, unico e diverso, con una storia lineare di suggerimenti e sollecitazioni ancestrali, una storia di sogni, desideri e esperienze speciali, di cui sono la somma totale.

Quando ho iniziato ad amare me stesso ho scoperto che l’angoscia e la sofferenza emotiva sono solo segnali di avvertimento che stavo vivendo contro la mia verità. Oggi, lo so, questa è autenticità.

C’è una cosa altrettanto inevitabile quanto la morte, ed è la vita.

Niente è permanente in questo mondo scellerato, neanche i nostri guai.

Il vero carattere di un uomo si rivela quando è ubriaco.

Mi piace sempre camminare sotto la pioggia, qui nessuno può vedermi piangere.

Ci vuole un minuto per notare una persona speciale, un’ora per apprezzarla, un giorno per volerle bene, tutta una vita per dimenticarla.

La mia fede è nell’ignoto, in tutto ciò che non capiamo dalla ragione. Credo che ciò che va oltre la nostra comprensione sia un fatto semplice in altre dimensioni.

Per continuare ad essere dei leader e a guidare le persone, non smettete di imparare.

frase charlie chaplin
Ci vuole un minuto per notare una persona speciale, un’ora per apprezzarla, un giorno per volerle bene, ma poi tutta una vita per dimenticarla. (Charlie Chaplin)

Mi dispiace, ma non voglio essere un imperatore. Non sono affari miei. Non voglio governare o conquistare nessuno.

La disperazione è un narcotico: culla l’anima nell’indifferenza.

Sono un individuo e un credente nella libertà.

Com’è imbarazzante aver voluto imporre a qualcuno i miei desideri, pur sapendo che i tempi non erano maturi e la persona non era pronta, anche se quella persona ero io. Oggi so che questo si chiama rispetto.

Non voglio creare una rivoluzione, voglio solo creare qualche altro film.

La giovinezza sarebbe un periodo più bello se solo arrivasse un po’ più tardi nella vita.

Quando ti colpisce una disgrazia o una profonda delusione, se non ti abbandoni alla disperazione ricorri alla filosofia o al tuo senso dell’humour.

Il mio dolore potrebbe essere la ragione della risata di qualcuno. Ma la mia risata non deve mai essere la ragione del dolore di qualcuno.

La solitudine è una cosa repellente. Ha un lievissimo alone di tristezza, non riesce ad attrarre o a interessare; se ne prova un po’ di vergogna. Ma, in misura maggiore o minore, è la compagna di tutti.

I comunisti sono capaci di tutto. I loro avversari di tutto il resto.

In questo mondo c’è spazio per tutti. E la buona terra è ricca e può provvedere a tutti. Il modo di vivere può essere libero e bello, ma abbiamo perso la strada.

Il fascino di Churchill consiste nella sua tolleranza e nel suo rispetto per le opinioni altrui. Si direbbe che non nutra né rancore né collera per coloro che non la pensano come lui.

La natura stessa di queste invenzioni grida per la bontà negli uomini, grida per la fratellanza universale, per l’unità di tutti noi.

Il genio e il criminale hanno molto in comune, essendo ambedue sfegatati individualisti.

Non c’è niente di permanente in questo mondo malvagio, neppure i nostri dispiaceri.

Un vagabondo, un gentiluomo, un poeta, un sognatore, un tipo solitario, ma sempre speranzoso di romanticismo e avventura.

A quelli che possono sentirmi, dico: non disperare. L’infelicità che è ora alle porte non è altro che il passaggio dell’avidità, l’amarezza degli uomini che temono la via del progresso umano. L’odio degli uomini passerà e i dittatori muoiono e il potere che hanno preso dal popolo tornerà al popolo e finché gli uomini muoiono, la libertà non perirà mai.

Il pubblico non sa mai quello che vuole, ma solo ciò che non vuole.

La più triste delle cose che possa immaginare è abituarmi al lusso.

Non riesco a immedesimarmi nei problemi di un principe. La madre di Amleto avrebbe anche potuto andare a letto con tutti i cortigiani e io sarei rimasto assolutamente indifferente al dolore inflitto a suo figlio.

La violenza ha assunto una carica sessuale.

Vede, acclamano lei perché non la capisce nessuno, acclamano me perché mi capiscono tutti.
(rivolto ad Albert Einstein)

le frasi di charlie chaplin
Il vero carattere di un uomo si rivela quando è ubriaco. (Charlie Chaplin)

L’atteggiamento di chi vuol rendere la miseria attraente per gli altri è piuttosto antipatico. Devo ancora conoscerlo un povero che abbia nostalgia della povertà.

Preoccupati più della tua coscienza che della reputazione. Perché la tua coscienza è quello che tu sei, la tua reputazione è ciò che gli altri pensano di te. E quello che gli altri pensano di te è problema loro.

Dall’avvento del sonoro, non riuscivo a fare progetti per il futuro. […] Certuni mi dissero che il vagabondo poteva anche acquistare la parola. La cosa era inconcepibile, perché la prima parola che avesse pronunciato lo avrebbe trasformato in un’altra persona.

La felicità non è fatta per i mortali. Chi può dirlo? Nessuno l’ha vista.

Una cosa era sicura: la civiltà che avevamo conosciuta non sarebbe mai più stata la stessa, quella fase era tramontata. E tramontati erano pure i suoi così detti decori fondamentali ma, d’altra parte, nessun decoro era stato nulla di straordinario in alcun periodo della storia.

Non ho molta pazienza con una cosa di bellezza che deve essere spiegata per essere compresa. Se ha bisogno di un’interpretazione aggiuntiva da parte di qualcuno diverso dal creatore, allora mi chiedo se abbia raggiunto il suo scopo.

Tutte le navi dovrebbero chiamarsi Panacea, poiché non c’è nulla di più tonificante di un viaggio per mare. Le preoccupazioni sono tutte rinviate a data da destinarsi, la nave ti adotta, ti cura, e quando finalmente entra in porto ti restituisce, riluttante, alla noia e alla monotonia del mondo.

Lo specchio è il mio migliore amico perché quando piango non ride mai.

La camera da letto di Churchill era in parte una biblioteca con un numero enorme di libri accatastati contro il muro, dappertutto. […] C’erano anche molti volumi su Napoleone. “Sì” ammise “sono un suo grande ammiratore.”

Le parole sono economiche. La cosa più grande che puoi dire è “elefante”.

Vi arrivai un sabato sera a tarda ora, e dopo cena feci una passeggiata, nella speranza di trovare la casa di Shakespeare. La notte era nera come la pece ma io svoltai istintivamente per una traversa e mi fermai davanti a uno stabile, accedi un fiammifero e lessi: «Casa di Shakespeare». Solo lo spirito del Bardo poteva avermi condotto fin là!

Più che macchinari, abbiamo bisogno dell’umanità; più che intelligenza, abbiamo bisogno di gentilezza e dolcezza. Senza queste qualità, la vita sarà violenta e tutto andrà perso.

Non penso che la vera America sia a New York o sulla costa del Pacifico; personalmente, mi piace molto il Medio Oriente, posti come il Nord e il Sud Dakota, Minneapolis e Saint Paul. Lì, penso, ci sono i veri americani.

Il mio prodigioso peccato era ed è tuttora un anticonformista.

Credo che la fede sia un precursore di tutte le nostre idee.

Pensa a te stesso almeno una volta nella vita altrimenti perderai la migliore commedia di questo mondo.

Il nostro giocattolo più grande è il cervello.

Un delitto è un crimine; un milione è eroismo. Il numero legalizza.

È veramente bello battersi con persuasione, abbracciare la vita e vivere con passione. Perdere con classe e vincere osando, perché il mondo appartiene a chi osa! La vita è troppo bella per essere insignificante.

La felicità è il riflesso di un sorriso.

Sorridi, che senso ha piangere? Scoprirai che vale ancora la pena di vivere se solo sorridi.

La vita è una cosa meravigliosa, magnifica, persino per una medusa.

immagini di charlie chaplin
La vera felicità è qualcosa di molto vicino alla tristezza. (Charlie Chaplin)

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Citazioni dai film di Charlie Chaplin e le parole sul cinema, la recitazione, il teatro

Dal punto di vista della recitazione, del cinema e della comicità, è chiaro che Charlie Chaplin ha fatto la differenza, attirando su di sé anche una serie di critiche per le sue idee politiche, emerse anche nelle sue opere. In questo paragrafo vediamo tante frasi tratte dai film di Charlie Chaplin, ma anche pensieri riguardanti il mondo dello spettacolo pronunciati, in varie occasioni, dal comico, attore e regista. Non vi resta che leggerle attentamente per capire quale fosse la sua linea di pensiero.

Era il tramonto del cinema muto. Fu un peccato, perché cominciava a perfezionarsi proprio allora.

Non è importante come entri nel palcoscenico della vita degli altri, l’importante è l’uscita di scena: quindi prendi fiato, sorridi comunque sia andato lo spettacolo e fai il tuo inchino migliore. Ma soprattutto, non concedere mai il bis a un pubblico che non lo merita.

Quando Luci della ribalta fu terminato, avevo meno dubbi sul suo successo che per qualsiasi altro film avessi mai fatto.

Il mio era un personaggio originale e poco familiare agli americani; poco familiare persino a me. Ma una volta nei suoi panni io m’immedesimavo in esso, per me era una realtà e un essere vivente. Anzi m’infiammava di idee folli di tutti i generi, che non avrei mai avuto se non mi fossi messo il suo costume e la sua truccatura.

Il cinema è solo una moda passeggera. È il dramma in lattina. Il pubblico vuole vedere attori in carne ed ossa sul palcoscenico.

Mi è rimasto in mente un incidente. In fondo alla via c’era un macello, e davanti a casa nostra passavano le pecore ivi destinate. Ricordo che ne scappò una, e corse giù per la strada tra le risa degli astanti. Alcuni tentarono di acciuffarla, altri inciamparono e caddero per terra. Mi ero divertito un mondo alle capriole dell’animale, tanto sembrava comico il suo panico. Ma quando esso fu catturato e ricondotto al macello, compresi tutta la realtà della tragedia e corsi a casa da mia madre strillando e piangendo: “L’ammazzano! L’ammazzano!”. Per parecchi giorni non riuscii a dimenticare la buffa caccia di quel rigido pomeriggio di primavera; e mi domando se non fu proprio quell’episodio a creare la premessa delle mie future opere cinematografiche: la combinazione di tragico e di comico.

È paradossale che nell’elaborazione di una comica la tragedia stimoli il senso del ridicolo; perché il ridicolo, immagino, è un atteggiamento di sfida: dobbiamo ridere in faccia alla tragedia, alla sfortuna e alla nostra impotenza contro le forze della natura, se non vogliamo impazzire.

Intendo smetterla col cinema. È troppo per me. Non ci riuscirò mai. È troppo rapido. Non riesco a capire che cosa stia facendo né che cosa si voglia che io faccia.

Non avevo la minima idea del personaggio. Ma come fui vestito, il costume e la truccatura mi fecero capire che tipo era. Cominciai a conoscerlo, e quando mi incamminai verso l’enorme pedana di legno esso era già venuto al mondo.
(raccontando della nascita di Charlot)

Il Tempo è un grande autore. Trova sempre il finale giusto.
(Luci della ribalta)

Mi dispiace, ma io non voglio fare l’Imperatore: non è il mio mestiere; non voglio governare né conquistare nessuno. Vorrei aiutare tutti, se possibile: ebrei, ariani, uomini neri e bianchi. Tutti noi esseri umani dovremmo aiutarci sempre, dovremmo godere soltanto della felicità del prossimo, non odiarci e disprezzarci l’un l’altro. In questo mondo c’è posto per tutti.
(Il Grande Dittatore)

– Terry: Ti amo.
– Calvero: Sprecare l’amore per un vecchio?
– Terry: L’amore non è mai sprecato.
(Luci della ribalta)

Sennett mi prese in disparte e mi spiegò il loro metodo di lavoro. “Giriamo senza copione: troviamo un’idea, poi seguiamo il corso naturale degli eventi finché esso non sfocia in un inseguimento, che è il nucleo della nostra comica.” La cosa era istruttiva ma non troppo consolante; personalmente non potevo soffrire gli inseguimenti. Annullano la personalità dell’attore; e per poco che m’intendessi di cinema, sapevo che nulla trascende la personalità.
(nel corso del primo giorno agli studi Keystone)

Non ci si avvicina alla verità attraverso la ragione, essa ci confina in una matrice geometrica di pensiero che esige logica e attendibilità; in sogno vediamo i morti e li accettiamo come vivi, sapendo al tempo stesso che sono morti. E benché questo stato di sogno sia privo di ragione, non ha forse una sua attendibilità? Vi sono cose che trascendono la ragione. Come possiamo comprendere la miliardesima parte di un secondo? Eppure esiste, se crediamo alla scienza matematica. […] La fede è un’estensione dello spirito, un potere inverso oltre che infinito. Negare la fede è confutare se stessi e lo spirito che genera tutte le nostre forze creative.

Schultz, vi serve una vacanza: aria fresca, un po’ di ginnastica all’aperto… vi mando in campo di concentramento!
(Il Grande Dittatore)

Accadde una cosa assolutamente incredibile. A un tratto, nel bel mezzo di una risata, il film fu interrotto. Si accesero le luci in sala e da un altoparlante una voce annunciò: “Prima di riprendere la proiezione di questo bellissimo film, permetteteci di rubarvi cinque minuti per segnalarvi i pregi di questo nuovo, elegante teatro”. Non credevo ai miei orecchi. Ero furioso. Balzai dalla poltrona e di corsa mi lanciai su per la corsia. “Dov’è quell’idiota, quel figlio di puttana del direttore? Ma io lo ammazzo!” Il pubblico era con me e cominciò a pestare i piedi e a battere le mani mentre l’imbecille continuava a magnificare i pregi del teatro. S’interruppe, tuttavia, quando il pubblico cominciò a fischiare. Occorse un’intera bobina perché le risate riprendessero come prima.
(durante la prima di Luci della città)

Gli dissi che non ero ben informato sul socialismo, e osservai scherzosamente che vedevo pochi vantaggi in un sistema nel quale l’uomo deve lavorare per vivere. “Francamente, ne preferisco uno che gli permetta di vivere senza lavorare.” Lui rise. “E i suoi film?”, “Quello non è un lavoro: è un gioco da ragazzi!” dissi, in tono faceto.
(raccontando di una conversazione con H. G. Wells)

Nell’attimo in cui apparve rimasi elettrizzato. Ho visto pochi geni sulla terra, ma Nižinskij è stato uno di loro. Era ipnotico, divino, la sua tristezza suggeriva atmosfere di altri mondi; ogni movimento era poesia, ogni balzo un volo nella fantasia più sfrenata. […] Il mistico mondo che ha creato, l’invisibile tragedia annidata nell’ombra della bellezza pastorale mentre egli si muoveva attraverso il suo mistero, divinità di appassionata tristezza: riusciva a esprimere tutte queste cose con pochi gesti di estrema semplicità e senza sforzo apparente.
(parlando della prima volta che vide ballare Nižinskij)

– L’amore? Eppure esiste.
– Che ne sapete?
– Ho amato anch’io.
– Siete stata, cioè, fisicamente attratta da un uomo.
– Era qualcosa di più.
– Già, per le donne è sempre qualcosa di più.
(Monsieur Verdoux)

Non avevo mai visto un’opera lirica, solo qualche brano in un teatro di varietà, e la detestavo. Ma adesso avevo voglia di andarci. Comprai un biglietto e presi posto in seconda galleria. L’opera era in tedesco e non ne capii una parola; non conoscevo nemmeno l’argomento. Ma quando la defunta regina venne portata in scena alla musica del coro dei pellegrini, piansi amaramente. Mi parve una ricapitolazione di tutte le pene della mia vita. A stento riuscii a dominarmi; non so che cosa dovette pensare la gente che mi sedeva vicino, ma venni via tremante e coi nervi a pezzi, uno straccio.
(parlando dell’opera Tannhäuser di Richard Wagner)

Parecchi intervistatori mi hanno chiesto dove vado a prendere le idee per i miei film e ancora oggi non sono in grado di dare una risposta soddisfacente. Col passare degli anni ho scoperto che le idee vengono quando se ne ha un intenso desiderio; a forza di desiderare, la mente diventa una specie di osservatorio sempre all’erta per cogliere gli incidenti capaci di stimolare l’immaginazione: la musica, un tramonto, possono dare un volto a un’idea. Direi: scegliete un tema in grado di stimolarvi, elaboratelo e svolgetelo, poi, se non riuscite a svilupparlo ulteriormente, scartatelo e prendetene un altro. Questa eliminazione progressiva è il migliore sistema per trovare quello che cercate. Come si fa ad avere delle idee? Perseverando fin quasi a impazzire. Bisogna avere la forza di soffocare l’angoscia e dare sfogo all’entusiasmo per un lungo periodo di tempo. Forse per alcuni è più facile che per altri, ma ho i miei dubbi.

Qualsiasi somiglianza tra il dittatore Hynkel e il barbiere ebreo è puramente casuale.
(Il Grande Dittatore)

Tutto ciò che mi serve per fare una commedia è un parco, un poliziotto e una ragazza carina.

Al maresciallo Herring. All’invasione dell’Ostria.
(Il Grande Dittatore)

La natura è ricca, è sufficiente per tutti noi; la vita può essere felice e magnifica, ma noi lo abbiamo dimenticato. L’avidità ha avvelenato i nostri cuori, ha precipitato il mondo nell’odio, ci ha condotti a passo d’oca fra le cose più abiette. Abbiamo i mezzi per spaziare, ma ci siamo chiusi in noi stessi. La macchina dell’abbondanza ci ha dato povertà; la scienza ci ha trasformato in cinici; l’avidità ci ha resi duri e cattivi; pensiamo troppo e sentiamo poco. Più che macchinari, ci serve umanità; più che abilità, ci serve bontà e gentilezza. Senza queste qualità la vita è violenza e tutto è perduto.
(Il Grande Dittatore)

Se non fosse stato per l’acquisto di un libro sull’allevamento scientifico dei maiali, forse avrei abbandonato il teatro per diventare un allevatore, ma quel libro, che illustrava graficamente la tecnica per castrare gli animali, e l’idea di eseguire una simile operazione, gettarono acqua sul fuoco del mio entusiasmo; presto dimenticai il progetto.

frasi celebri charlie chaplin
Tutto ciò che mi serve per fare una commedia è un parco, un poliziotto e una ragazza carina. (Charlie Chaplin)

Non è la realtà che conta in un film, ma quello che l’immaginazione può fare.

Sua eccellenza sembra compiaciuto dall’accoglienza di un gruppo di bambini tomanici con le loro madri. Una madre gli porge la sua bambina. La piccina sorride e sembra voler dimostrare il proprio entusiasmo. Sua eccellenza lascia la scena del suo trionfo e rientra alla cancelleria per la Hynkel Straße dove troneggiano i capolavori della Tomania: la Venere di oggi e il Pensatore di domani.
(Il Grande Dittatore)

Il cinema è solo una moda passeggera. È il dramma in lattina. Il pubblico vuole vedere attori in carne ed ossa sul palcoscenico.

Dobbiamo far sì che il popolo li odi. Secondo me la violenza contro gli ebrei può far dimenticare lo stomaco vuoto.
(Il Grande Dittatore)

Imperatore del mondo. Mh, il mio mondo!
(Il Grande Dittatore)

Siamo in un mondo spietato e bisogna essere spietati per difendersi.
(Monsieur Verdoux)

A coloro che mi odono, io dico: non disperate! L’avidità che ci comanda è solamente un male passeggero, l’amarezza di uomini che temono le vie del progresso umano. L’odio degli uomini scompare insieme ai dittatori e il potere che hanno tolto al popolo ritornerà al popolo e, qualsiasi mezzo usino, la libertà non può essere soppressa.
(Il Grande Dittatore)

Guardi quella stella. Non è meravigliosa? Lo sa? Hynkel con tutto il suo potere non potrà mai toccarla.
(Il Grande Dittatore)

Rivolta in Tomania: il partito hynkeliano si impadronisce del potere. Nel frattempo il soldato ebreo ha perso la memoria ed è rimasto ricoverato in un ospedale militare per molti anni, ignora il profondo cambiamento avvenuto in Tomania. Il dittatore Hynkel governa col pugno di ferro. Sotto l’emblema delle croci accoppiate la libertà è stata bandita e l’unica voce che si ode è quella di Hynkel.
(Il Grande Dittatore)

Hannah, puoi sentirmi? Dovunque tu sia, abbi fiducia. Guarda in alto, Hannah! Le nuvole si diradano: comincia a splendere il Sole. Prima o poi usciremo dall’oscurità, verso la luce e vivremo in un mondo nuovo. Un mondo più buono in cui gli uomini si solleveranno al di sopra della loro avidità, del loro odio, della loro brutalità. Guarda in alto, Hannah! L’animo umano troverà le sue ali, e finalmente comincerà a volare, a volare sull’arcobaleno verso la luce della speranza, verso il futuro. Il glorioso futuro che appartiene a te, a me, a tutti noi. Guarda in alto Hannah, lassù.
(Il Grande Dittatore)

Una sera l’interprete venne a dirmi che un celebre musicista desiderava conoscermi: non potevo raggiungerlo nel suo palco? L’invito presentava un certo interesse perché nel palco, insieme a lui, c’era una bellissima signora dall’aria esotica, che faceva parte del Balletto Russo. L’interprete mi presentò. Il signore disse che il mio numero lo aveva divertito e che era rimasto sorpreso dalla mia giovane età. A questi complimenti io mi inchinai educatamente, lanciando di tanto in tanto una occhiata furtiva alla sua amica. “Lei ha l’istinto del musicista e del ballerino.” disse lui. Rendendomi conto che non potevo rispondere al complimento altro che con un sorriso, lanciai un’occhiata all’interprete e tornai a inchinarmi educatamente. Il musicista si alzò in piedi e mi tese la mano; mi alzai anch’io. “Sì” disse, stringendomi la mano “lei è un vero artista.” Dopo esserci congedati, mi rivolsi all’interprete: “Chi era la signora che lo accompagnava?”. “È una danzatrice del Balletto Russo, mademoiselle…” Era un nome molto lungo e difficile. “E come si chiamava quel signore?” domandai. “Debussy” rispose “il celebre compositore.” “Mai sentito nominare” commentai.
(nel corso di una tournée a Parigi)

Non si ha ogni volta la fortuna che un lavoro cresca come un albero. La Febbre dell’oro, Vita da cani, Il Monello sono eccezionali. Quando rendevo perfetta una scena, si staccava dall’albero. Ho scosso i rami e sacrificato i migliori episodi. Sono autosufficienti. Li potrei proiettare separatamente, a uno a uno, come le mie prime pellicole.

Voi avete l’amore dell’umanità nel cuore, voi non odiate, coloro che odiano sono quelli che non hanno l’amore altrui. Soldati! Non difendete la schiavitù, ma la libertà! Ricordate nel Vangelo di S. Luca è scritto: “Il Regno di Dio è nel cuore dell’uomo”. Non di un solo uomo o di un gruppo di uomini, ma di tutti gli uomini.
(Il Grande Dittatore)

Durante l’ultimo anno della grande guerra la Tomania cominciò a indebolirsi. All’interno era scoppiata la rivoluzione. I suoi diplomatici chiedevano la pace, mentre al fronte l’esercito continuava a combattere, sicuro che la sua macchina bellica avrebbe sconfitto il nemico. Quel giorno la grande Bertha, un cannone con una gittata di centosessanta chilometri, doveva fare il suo debutto sul fronte occidentale e seminare il terrore nel cuore del nemico. A cento chilometri di distanza era il suo bersaglio: la cattedrale di Notre Dame.
(Il Grande Dittatore)

Voi! Voi, il popolo, avete la forza di creare le macchine, la forza di creare la felicità. Voi, il popolo, avete la forza di fare che la vita sia bella e libera; di fare di questa vita una splendida avventura.
(Il Grande Dittatore)

Ah, be’, io me ne frego!
(Il Grande Dittatore)

Il successo rende simpatici.

Uniamoci tutti! Combattiamo per un mondo nuovo che sia migliore! Che dia a tutti gli uomini lavoro; ai giovani un futuro; ai vecchi la sicurezza.
(Il Grande Dittatore)

Il circo è la concentrazione silenziosa dell’arte di giocare senza dire nessuna parola, l’antiteatro, la tecnica dei sordi e dei muti, i grandi attori del mondo.

Adenoid Hynkel ha detto: “Ieri la Tomania era a terra oggi è risorta.” [Hynkel ricomincia a parlare] “La democrazia fa schifo. La libertà fa schifo. La libertà di parola fa schifo. La Tomania ha il più grande esercito del mondo. La più grande marina del mondo. Ma per restare grandi dobbiamo sacrificarci. Dobbiamo stringerci la cinta.” Il fui parla ora al maresciallo Herring, ministro della guerra. Ora si rivolge al ministro dell’interno Garbitsch. Sua eccellenza ricorda le prime lotte sostenute insieme ai suoi fedeli camerati. Sua eccellenza ha vantato le doti della razza ariana. Sua eccellenza ha fatto qualche apprezzamento sulla razza ebraica. In conclusione il fui ha osservato che nei riguardi del resto del mondo egli nutre soltanto intenzioni pacifiche.
(Il Grande Dittatore)

In fondo, tutto è una farsa.

Combattiamo per liberare il mondo, eliminando confini e barriere; eliminando l’avidità, l’odio e l’intolleranza. Combattiamo per un mondo ragionevole. Un mondo in cui la scienza e il progresso diano a tutti gli uomini il benessere. Soldati, nel nome della democrazia, siate tutti uniti!
(Il Grande Dittatore)

Il requisito fondamentale per un grande attore è che si piaccia quando recita.

La vittoria premierà i meritevoli. Oggi democrazia, libertà ed uguaglianza sono parole inconcepibili. Nessuna nazione può progredire con tali idee. Esse sono d’intralcio all’azione, quindi onestamente le aboliamo. In futuro ognuno servirà gli interessi dello Stato in assoluta obbedienza e guai a quanti rifiutano di farlo. A tutti gli ebrei e agli altri non ariani verranno tolti i diritti di cittadinanza. Si tratta di esseri inferiori e pertanto nemici dello Stato. È dovere di ogni buon ariano odiarli e disprezzarli. Da oggi in poi questa nazione farà parte dell’Impero Tomanico e il popolo di questa nazione obbedirà alle leggi imposte dal nostro grande condottiero, il dittatore di Tomania, il conquistatore dell’Ostria, il futuro imperatore del mondo!
(Il Grande Dittatore)

La morte di Valentino è una delle più grandi tragedie che abbia mai colpito il mondo cinematografico. Come attore egli possedeva arte e distinzione. Come amico, riscuoteva affetto e ammirazione. Noi che apparteniamo all’arte cinematografica, con la sua morte perdiamo un carissimo amico ed un compagno di grande valore.

Ricordo che un grande attore un giorno mi domandò: “Ora che siamo arrivati, Charlie, che cosa abbiamo ottenuto?”. “Arrivati dove?” risposi.

frase di charlie chaplin
Il requisito fondamentale per un grande attore è che si piaccia quando recita. (Charlie Chaplin)

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Frasi di Charlie Chaplin sull’amore, un sentimento che non conosce età

Come per qualsiasi altro artista che si rispetti, anche Charlie Chaplin ha parlato d’amore. Questo sentimento viene trattato con grande sensibilità, e non manca più di una poesia di Charlie Chaplin che parli in qualche modo dei sentimenti, e che vi riportiamo. Inoltre vediamo tante frasi di Charlie Chaplin sull’amore che potrete condividere e dedicare alle persone care così da stupirle. Dopodiché vi proponiamo un paragrafo in cui sono presenti vari pensieri sulla vita e sul sorriso, fondamentale nella sua carriera.

Ci vuole un minuto per notare una persona speciale, un’ora per apprezzarla, un giorno per volerle bene, ma poi tutta una vita per dimenticarla.

La poesia è una lettera d’amore indirizzata al mondo.

L’amore perfetto è la più bella di tutte le frustrazioni perché è più di quanto si possa esprimere.

Ho tenuto qualcuno tra le mie braccia per proteggerlo; mi sono fatto amici per l’eternità.

Ho riso quando non era necessario, ho amato e sono stato riamato, ma sono stato anche respinto.
Sono stato amato e non ho saputo ricambiare. Ho gridato e saltato per tante gioie, tante.
Ho vissuto d’amore e fatto promesse di eternità, ma mi sono bruciato il cuore tante volte!
Ho pianto ascoltando la musica o guardando le foto. Ho telefonato solo per ascoltare una voce.
Io sono di nuovo innamorato di un sorriso.
Ho di nuovo creduto di morire di nostalgia e… ho avuto paura di perdere qualcuno molto speciale (che ho finito per perdere)…
Ma sono sopravvissuto! E vivo ancora! E la vita, non mi stanca…
E anche tu non dovrai stancartene. Vivi!
(dalla poesia Vivi)

Ho perdonato errori quasi imperdonabili, ho provato a sostituire persone insostituibili e dimenticato persone indimenticabili. Ho agito per impulso, sono stato deluso dalle persone che non pensavo lo potessero fare, ma anch’io ho deluso.

Gli abitanti dell’isola di Bali non applaudono mai, e non hanno nemmeno una parola per dire “amore” o “grazie”.

La punizione per un bacio rubato è molto spesso una condanna a vita.

È un dono incontrare qualcuno cui tu piaccia così come sei.

Sul lavoro le donne non mi hanno mai interessato. Era solo tra un film e l’altro, quando non avevo nulla da fare, che offrivo il fianco. Come disse H. G. Wells: “Quando, nel corso della giornata, ti accorgi di avere scritto al mattino le tue cartelle, sbrigato la corrispondenza nel pomeriggio, e non hai altro da fare, viene il momento in cui ti annoi: ecco l’ora del sesso.”

Ci sono le persone belle e le belle persone. Le prime di solito non servono a niente. Le seconde, invece, bisogna tenersele strette.

Coloro che odiano sono quelli che non hanno l’amore altrui.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero e ad amare,
mi sono reso conto che il dolore e la sofferenza emotiva
servivano a ricordarmi che stavo vivendo in contrasto con i miei valori.
Oggi so che questa si chiama autenticità.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero e ad amare,
ho capito quanto fosse offensivo voler imporre a qualcun altro i miei desideri,
pur sapendo che i tempi non erano maturi e la persona non era pronta,
anche se quella persona ero io.
Oggi so che questo si chiama rispetto.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero e ad amare,
ho smesso di desiderare una vita diversa
e ho compreso che le sfide che stavo affrontando erano un invito a migliorarmi.
Oggi so che questa si chiama maturità.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero e ad amare,
ho capito che in ogni circostanza ero al posto giusto e al momento giusto
e che tutto ciò che mi accadeva aveva un preciso significato.
Da allora ho imparato ad essere sereno.
Oggi so che questa si chiama fiducia in sé stessi.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero e ad amare,
non ho più rinunciato al mio tempo libero
e ho smesso di fantasticare troppo su grandiosi progetti futuri.
Oggi faccio solo ciò che mi procura gioia e felicità,
ciò che mi appassiona e mi rende allegro, e lo faccio a modo mio, rispettando i miei tempi.
Oggi so che questa si chiama semplicità.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero e ad amare,
mi sono liberato di tutto ciò che metteva a rischio la mia salute: cibi, persone, oggetti, situazioni
e qualsiasi cosa che mi trascinasse verso il basso allontanandomi da me stesso.
All’inizio lo chiamavo “sano egoismo”, ma
oggi so che questo si chiama amor proprio.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero e ad amare,
ho smesso di voler avere sempre ragione.
E cosi facendo ho commesso meno errori.
Oggi so che questa si chiama umiltà.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero e ad amare,
mi sono rifiutato di continuare a vivere nel passato
o di preoccuparmi del futuro.
Oggi ho imparato a vivere nel momento presente, l’unico istante che davvero conta.
Oggi so che questo si chiama benessere.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero e ad amare,
mi sono reso conto che il mio Pensiero può
rendermi miserabile e malato.
Ma quando ho imparato a farlo dialogare con il mio cuore,
l’intelletto è diventato il mio migliore alleato.
Oggi so che questa si chiama saggezza.
Non dobbiamo temere i contrasti, i conflitti e
i problemi che abbiamo con noi stessi e con gli altri
perché perfino le stelle, a volte, si scontrano fra loro dando origine a nuovi mondi.
Oggi so che questa si chiama vita.
(poesia Quando ho cominciato ad amarmi davvero)

Siamo tutti appassionati. Nella nostra breve vita non abbiamo tempo per altre cose.

Il tuo nudo corpo dovrebbe appartenere solo a coloro che si innamorano della tua nuda anima.

Hai bisogno del potere, solo quando vuoi fare qualcosa di dannoso, altrimenti l’amore è sufficiente per fare tutto.

Guardai Oona mentre ammirava il panorama, il volto teso dall’eccitazione che la faceva sembrare più giovane dei suoi ventisette anni. Dal giorno delle nozze aveva affrontato coraggiosamente molte prove al mio fianco; e mentre i suoi occhi erravano su Londra, e il sole le giocava tra i capelli neri, vidi per la prima volta qualche filo bianco. Non feci commenti, ma in quel momento, mentre diceva tranquillamente: “Mi piace Londra” provai per lei il senso di dedizione di uno schiavo.

foto charlie chaplin
L’amore perfetto è la più bella di tutte le frustrazioni perché è più di quanto si possa esprimere. (Charlie Chaplin)

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Charlie Chaplin: frasi sulla vita e il sorriso

Il sorriso e la comicità sono alla base della carriera e della vita del regista, dell’attore e del comico Charlie Chaplin. Molte delle sue riflessioni riguardano proprio la necessità di ridere, ma senza rinunciare alla profondità. Infatti ha riflettuto su molti aspetti della vita dell’uomo, dalla politica alla società, dall’economia al progresso. Abbiamo raccolto dunque le frasi di Charlie Chaplin sulla vita e sul sorriso, parole che portano a ragionare. Lasciatevi ispirare da questi suoi pensieri per prendere ogni giorno con maggiore serenità.

La vita non è un significato, ma un desiderio.

Nella creazione della commedia, è paradossale che la tragedia stimoli lo spirito del ridicolo; perché il ridicolo, suppongo sia un atteggiamento di sfida: dobbiamo ridere di fronte alla nostra impotenza contro le forze della natura o impazzire.

Un giorno senza risate è un giorno sprecato.

Non devo leggere libri per sapere che il tema della vita è il conflitto e il dolore. Per istinto tutta la mia comicità si basava su queste cose.

A Philadelphia mi trovai inavvertitamente fra le mani un’edizione degli Essays and Lectures di Robert Ingersoll. Fu una scoperta entusiasmante; il suo ateismo confermava la mia convinzione che l’orribile crudeltà dell’Antico Testamento fosse degradante per lo spirito umano.

Credo nel potere del riso e delle lacrime come antidoto all’odio e al terrore.

Un giorno senza sorriso è un giorno perso.

Ho sempre rispettato e ammirato Gandhi per l’acume politico e la volontà di ferro da lui dimostrata in innumerevoli occasioni. Ma secondo me la sua visita a Londra fu un errore. La leggendaria importanza della sua figura diminuì sulla scena londinese, e la sua ostentazione religiosa fece poca impressione sulla gente. Nel clima freddo e umido dell’Inghilterra, con la fascia tradizionale che gli cingeva le reni ricadendogli in disordine attorno alle gambe, egli parve un personaggio assurdo. Fu così che la sua presenza a Londra divenne materia per barzellette e caricature. Si fa colpo sulla gente quando si tengono le distanze.

Non è patetico, non è terribile che tutta questa gente mi circondi gridando «Dio ti benedica, Charlie!» e che voglia toccarmi il capotto, e ridere o persino piangere? Li ho visti farlo, quando riescono a toccarmi la mano. E perché? Perché? Semplicemente perché li ho rallegrati. Dio, Tommy, che lurido mondo è questo, che permette alla gente di passare una vita tanto abietta che se qualcuno li fa ridere vogliono inginocchiarsi e toccargli il cappotto come fosse Gesù Cristo che li risuscita. Ecco un commento sulla vita. Ecco un bel mondo in cui vivere. Quando la folla mi circonda così – per quanto personalmente mi gratifichi – spiritualmente mi fa male, perché so cosa c’è dietro. Uno squallore, una bruttezza, e una disperazione tale che solo perché qualcuno li fa ridere e li aiuta a dimenticare, chiedono a Dio di benedirlo.

Ritengo che se non possiamo ridere di Hitler di tanto in tanto, allora vuol dire che la nostra condizione è peggiore di quella che crediamo. Ridere fa bene, ridere degli aspetti più sinistri della vita persino della morte.

Nella stanza buia del seminterrato di Oakley Street mia madre, con le sue letture appassionate del Vangelo, mi accese della fiamma più ardente che questo mondo abbia mai visto, e che da allora ha sempre arricchito teatro e letteratura con i suoi temi più grandi e appassionanti: pietà, amore e umanità.

Dopo aver letto il suo saggio sulla «Fiducia in se stessi» ebbi l’impressione che mi fosse stato concesso un prezioso diritto di primogenitura.
(parlando di Ralph Waldo Emerson)

Le macchine che danno l’abbondanza ci hanno lasciati nel bisogno. La nostra sapienza ci ha reso cinici, l’intelligenza duri e spietati. Pensiamo troppo e sentiamo troppo poco. Più che macchine, l’uomo ha bisogno di umanità. Più che intelligenza, abbiamo bisogno di dolcezza e bontà. Senza queste doti la vita sarà violenta e tutto andrà perduto.

Alla fine, tutto è uno scherzo.

Sento di avere il privilegio di esprimere una speranza. La speranza è questa: che avremo finalmente la pace in tutto il mondo: che aboliremo le guerre, e risolveremo tutte le differenze internazionali al tavolo delle conferenze: che aboliremo tutte le bombe atomiche e all’idrogeno, prima che siano esse ad abolire noi.

L’uomo è un animale addomesticato che per secoli ha comandato sugli altri animali con la frode, la violenza e la crudeltà.

Attraverso l’umorismo noi vediamo in ciò che sembra razionale, l’irrazionale; in ciò che sembra importante, il non importante.

È indubbio che chi ha raggiunto il successo vive in un mondo diverso; pur essendo intellettualmente un parvenu, le mie opinioni erano tenute in seria considerazione. Quando incontravo qualcuno, scoprivo sempre visi sorridenti ed espressioni improntate alla massima gentilezza. Tutti volevano stringere amicizia con me e partecipare ai miei problemi quasi fossero dei parenti. Certo la cosa mi lusingava, ma la mia natura non ama una simile intimità. Mi piacciono gli amici come la musica: quando sono in vena. Questa libertà, comunque, doveva costarmi lunghi periodi di solitudine.

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Preoccupati più della tua coscienza che della tua reputazione. Perché la tua coscienza è quello che tu sei, la tua reputazione è ciò che gli altri pensano di te. E quello che gli altri pensano di te è problema loro. (Charlie Chaplin)

Vanderbilt mi spedì una serie di fotografie formato cartolina che mostravano Hitler durante un discorso. Il viso era oscenamente comico: una brutta copia del mio, con i suoi assurdi baffetti, le lunghe ciocche ribelli e una boccuccia disgustosamente sottile. Non riuscivo a prenderlo sul serio. Ogni cartolina ne illustrava una posa diversa: una con le mani simili ad artigli, mentre arringava la folla, un’altra con un braccio levato e l’altro lungo il corpo, come un giocatore di cricket che sta per lanciare la palla, e un’altra con le mani strette davanti a sé come se stesse sollevando un manubrio immaginario. Il saluto con la mano rovesciata all’indietro sulla spalla e col palmo rivolto all’insù mi faceva venir voglia di metterci sopra un vassoio di piatti sporchi. “Questo è matto!” pensai. Ma quando Einstein e Thomas Mann furono costretti a lasciare la Germania, il viso di Hitler non era più comico ma sinistro.

Ancora più divertente dell’uomo che è stato reso ridicolo è quello che, quando gli succede qualcosa di bizzarro, si rifiuta di ammetterlo e si sforza di mantenere la sua dignità.

Se non fosse stato per il rispetto dovuto agli scrupoli religiosi di mia madre avrei potuto convertirmi al cattolicesimo con la massima facilità, perché mi piacevano il suo misticismo e gli altarini fatti in casa con una Vergine Maria di gesso adorna di fiori e candele accese che i ragazzi erigevano in un angolo della stanza da letto, e davanti ai quali facevano una genuflessione ogni volta che passavano.

L’uomo è un animale con primari istinti di sopravvivenza. Di conseguenza, la sua inventiva si è sviluppata prima e la sua anima dopo. Così il progresso della scienza è molto più avanti del comportamento etico dell’uomo.

Se avessi conosciuto gli orrori dei campi di concentramento tedeschi non avrei potuto fare Il dittatore; non avrei certo potuto prendermi gioco della follia omicida dei nazisti. Ma ero ben deciso a mettere in ridicolo le loro mistiche scemenze sulla purezza del sangue e della razza. Come se una cosa simile fosse mai esistita al di fuori delle tribù degli aborigeni australiani!

La vita è meravigliosa se non se ne ha paura.

Sapevo appena di avere un padre, e non ricordo che abbia mai vissuto con noi. Anche lui era un artista di varietà, un uomo silenzioso e meditabondo dagli occhi scuri. Mia madre diceva che somigliava a Napoleone.

Grazie all’umorismo siamo meno schiacciati dalle vicissitudini della vita… esso attiva il nostro senso delle proporzioni.

Era strano sentire giovani e abili nazisti arringare da piccoli pulpiti in mogano capannelli di passanti lungo la Quinta Avenue. […] Un giovanotto, tipico rampollo della nuova generazione newyorkese, mi chiese con aria benevola perché fossi tanto antinazista. “Perché loro sono antiuomo” risposi. “Ah, già” disse lui, come se facesse una improvvisa scoperta. “Ma lei è ebreo, nevvero?”, “Non occorre essere ebreo per essere antinazista” risposi. “Basta essere un normale essere umano con un briciolo di dignità.” E la discussione finì lì.

L’uomo è un animale con primari istinti di sopravvivenza. Di conseguenza, la sua inventiva si è sviluppata prima e la sua anima dopo. Così il progresso della scienza è molto più avanti del comportamento etico dell’uomo.

Ho sempre avuto l’anima del commerciante e mi sono sempre preoccupato di questioni finanziarie. Guardando i negozi vuoti e sfitti ho sempre immaginato di come avrei fatto fruttare un’attività, che fosse la gestione di un fish and chips o di un negozio di alimentari.

Il silenzio è un dono universale che pochi sanno apprezzare. Forse perché non può essere comprato. I ricchi comprano rumore. L’animo umano si diletta nel silenzio della natura, che si rivela solo a chi lo cerca.

Attraverso la comicità vediamo l’irrazionale in ciò che ci sembra razionale; il folle in ciò che ci sembra sensato; l’insignificante in ciò che sembra pieno di importanza. Essa ci aiuta anche a sopravvivere preservando il nostro equilibrio mentale. Grazie all’umorismo siamo meno schiacciati dalle vicissitudini della vita. Esso attiva il nostro senso delle proporzioni e ci insegna che in un eccesso di serietà si annida sempre l’assurdo.

La signora Einstein parlava un ottimo inglese, assai migliore di quello del marito. Era una donna quadrata, provvista di una straordinaria vitalità; francamente si divertiva ad essere la moglie di un grand’uomo e non faceva nessun tentativo per nasconderlo; il suo entusiasmo la rendeva simpatica a tutti.

A un amico Joseph Conrad scrisse così: che la vita gli dava l’impressione di essere un topo cieco con le spalle al muro incapace di sfuggire a una solenne bastonatura. La similitudine potrebbe attagliarsi benissimo alle brutte situazioni in cui finiamo tutti per trovarci, prima o poi. Ciò nonostante, per qualcuno gira il vento della fortuna, ed è questo che accadde a me.

Io ho una teoria, secondo la quale scienziati e filosofi non sono che dei romantici idealisti che hanno incanalato le loro passioni in un’altra direzione. Questa teoria si adattava benissimo alla personalità di Einstein. Aveva l’aria del tipico tirolese, nel miglior senso della parola, affabile e gioviale. E benché i suoi modi fossero calmi e gentili, sentii che nascondevano un temperamento estremamente emotivo, e che era da questa fonte che proveniva la sua straordinaria energia intellettuale.

Il clero britannico vanta una tradizione di sincerità e spregiudicatezza che è un riflesso del lato migliore dell’Inghilterra. Sono uomini come il Dr. Hewlett Johnson, il canonico Collins e numerosi altri prelati a conferire alla Chiesa inglese la sua vitalità.

È successo in Germania; ma le stesse cellule malate si trovano nel corpo di ogni nazione, pronte a entrare in attività. Io non posso parlare di orgoglio nazionale. Se uno è attaccato alla tradizione familiare, alla casa e al giardino, a un’infanzia felice, alla famiglia e agli amici, posso capire questo sentimento: ma io non ho un passato del genere. Nel migliore dei casi per me il patriottismo si nutre delle usanze locali: corse ippiche, caccia, Yorkshire pudding, hamburger americani e Coca-Cola, ma al giorno d’oggi questi affetti si possono coltivare in ogni parte del mondo. Naturalmente, se il paese in cui vivo stesse per essere invaso, come la maggior parte di noi, credo che sarei pronto al supremo sacrificio. Ma non ho nessuna voglia di rinunciare alla vita o alla carriera per un editto del parlamento o del congresso, se non credo alla causa: non sono un martire per ragioni nazionalistiche e non intendo morire per un presidente, un primo ministro o un dittatore.
(a proposito dell’Olocausto)

Mi domandò quali fossero le cose più belle che avessi mai visto. I movimenti di Helen Wills mentre gioca a tennis, gli dissi confidenzialmente: erano pieni di grazia, di spontaneità, e avevano un sano sex appeal. Un’altra era la sequenza cinematografica di un documentario di attualità, subito dopo l’armistizio, nella quale si vedeva un contadino che arava un campo nelle Fiandre dove erano morti migliaia di soldati. […] Ma ricordo altri spettacoli meravigliosi: il Perseo di Benvenuto Cellini in Piazza della Signoria, a Firenze. Una notte, con la piazza illuminata, fui attirato dalla figura del David di Michelangelo. Ma appena vidi il Perseo tutto il resto passò in seconda linea. Rimasi affascinato dallo straordinario equilibrio delle sue magnifiche proporzioni. Perseo, che leva alta la testa di Medusa col suo corpo patetico contorto ai suoi piedi, è l’epitome della tristezza, e mi fece pensare al mistico verso di Oscar Wilde: “Perché ogni uomo uccide ciò che ama”. Nella lotta di quell’eterno mistero, il bene e il male, il suo scopo era stato raggiunto.
(raccontando una conversazione con Emil Ludwig)

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Alla fine, tutto è uno scherzo. (Charlie Chaplin)

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Immagini di Charlie Chaplin con frasi da condividere

Per finire questa rassegna, vediamo le immagini di Charlie Chaplin con frasi, media semplici da condividere attraverso Whatsapp e i social network. Le frasi riguardano dunque ancora i sentimenti, la recitazione, la vita, il sorriso e sono aforismi da ricordare. Una raccolta di foto di Charlie Chaplin relative alla sua carriera e al suo personaggio. Non vi resta che leggere gli aforismi e scegliere quali inoltrare a tutti i vostri contatti.

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Il successo rende simpatici. (Charlie Chaplin)
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Non è la realtà che conta in un film, ma quello che l’immaginazione può fare. (Charlie Chaplin)
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Il Tempo è un grande autore. Trova sempre il finale giusto. (Charlie Chaplin)
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Un giorno senza sorriso è un giorno perso. (Charlie Chaplin)
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Lo specchio è il mio migliore amico, perché quando piango non ride mai. (Charlie Chaplin)
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La semplicità è una dote difficile da conquistare. (Charlie Chaplin)
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Non troverai mai un arcobaleno se stai guardando in basso. (Charlie Chaplin)
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Mi piace camminare sotto la pioggia così nessuno mi vede piangere. (Charlie Chaplin)
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È un dono incontrare qualcuno cui tu piaccia così come sei. (Charlie Chaplin)
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Pensa a te stesso almeno una volta nella vita altrimenti perderai la migliore commedia di questo mondo. (Charlie Chaplin)
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Dal punto di vista del nostro ego, siamo tutti sovrani spodestati. (Charlie Chaplin)
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Il nostro giocattolo più grande è il cervello. (Charlie Chaplin)

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